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Centrale Stagalo. Cassazione accoglie ragioni Ornavasso

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Con la pronuncia della Corte di Cassazione la Provincia dovrà indire procedura aperta a tutti gli operatori  del territorio

COMUNICATO STAMPA - Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione accolgono le ragioni del Comune di Ornavasso, della sua piccola società idroelettrica Stagalo Energia S.r.l. e di altri undici comuni montani dell’Ossola (i.e. Vogogna, Premosello Chiovenda, Druogno, Macugnaga, Crevoladossola, Calasca Castiglione, Bannio Anzino, Trasquera, Re, Beura Cardezza e Montecrestese oltre alla disciolta Comunità Montana Valli dell’Ossola) che chiedevano l’effettuazione di gare ad evidenza pubblica in luogo delle abituali proroghe delle concessioni alle grandi centrali idroelettriche giunte a scadenza.  “L’acqua è un bene pubblico che fornisce un’occasione di guadagno a soggetti operanti sul mercato a fronte sì della corresponsione di un canone ma anche di altri elementi quali ad esempio le opere da realizzare sul territorio e la loro gestione” – commenta il Sindaco di Ornavasso Avv. Filippo Cigala Fulgosi – “per tale ragione il modo migliore per soddisfare l'interesse pubblico e delle comunità è la preventiva valutazione comparativa di più offerte e non certo una proroga”.

L’importante pronuncia delle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione conferma la necessità di assicurare la concorrenza nell’affidamento delle concessioni di grande derivazione per l’esercizio delle centrali idroelettriche.  Non è più quindi il tempo di proroghe e deroghe: i gestori, titolari di concessioni di grande derivazione scadute da tempo non possono più fare affidamento su un’apparente lacuna normativa (la mancanza di un regolamento previsto dal Decreto Bersani, il 79/1999): la Cassazione ribadisce quanto aveva già detto la Corte Costituzionale, l’apertura al libero mercato imposta dalla normativa comunitaria non può più essere ritardata e il nostro ordinamento ha tutti gli strumenti per assicurare la concorrenza in un settore tanto importante qual è quello dello sfruttamento delle acque pubbliche a fini energetici.

La decisione (sentenza n. 22356 del 2017) conferma la pronuncia n. 221 del 2015 del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che, accogliendo la bontà delle ragioni della Stagalo Energia S.r.l. e degli altri ricorrenti contro l’attuale gestore (i.e. Idroelettriche Riunite S.p.A.), aveva decretato l’illegittimità di un provvedimento della Provincia del Verbano Cusio Ossola, che nel 2011 aveva di fatto rinnovato senza procedere ad alcuna gara una concessione risalente al 1962 e scaduta nel 2001. 

Spetta pertanto ora all’amministrazione provinciale indire la procedura competitiva, per la soddisfazione di tutti gli operatori economici che si erano visti bloccato l’ingresso al mercato sino al 2031.  Ora si apre la nuova opportunità per tutti anche e soprattutto nell’interesse delle comunità locali.

La amministrazioni locali sono state assistite dallo Studio Legale Maschietto Maggiore Besseghini di Milano.

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