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Unione Montana Vastrona e delle Quarne : il punto di vista di Pizzi

Il sindaco di Germagno risponde con un comunicato stampa alla conferenza indetta nei giorni scorsi dai vertici dell'Unione Montana Valstrona e delle Quarne

pizzi sebastiano

 

COMUNICATO STAMPA - Il Sindaco di Germagno, non volendo rispondere alle illazioni rivolte nei giorni scorsi, tramite i mezzi stampa, a sè e al Comune di Germagno, vuole in ogni caso fare alcune precisazioni in merito, nel rispetto dei cittadini e nella trasparenza che ci hanno sempre contraddistinto.

Innanzitutto, ci preme sottolineare che non siamo “fondatori dell’ Unione Montana della Valle Strona e delle Quarne”, ma semplicemente formatori, in quanto scelta obbligata come conseguenza della chiusura di tutte le comunità montane, disposta dalla Regione Piemonte.

Abbiamo sempre voluto e cercato un dialogo per formare un accorpamento di unione ben più ampio, salvo scontrarci con il pensiero di alcuni degli attuali componenti dell’unione stessa che hanno avanzato richieste paradossali in termini di voto consigliare richiedendo imprescindibilmente che ogni Comune avesse diritto a un voto e non ad un voto ponderato e realistico, precludendo pertanto qualsiasi trattativa con altri comuni.

Siamo stati spettatori allibiti di vari tentativi di fusione tra comuni appartenenti alla stessa unione: non per ultimo quella tra il Comune di Loreglia e il Comune di Quarna Sopra, pubblicizzata sui giornali, che non trova alcun senso né di territorialità né di rappresentanza interno alla stessa unione.

Abbiamo deliberato la nostra uscita, non credendo più nella realtà di codesta Unione, ricevendo in principio parere favorevole dalla stessa; salvo poi ritrattare con ricorso al T.A.R., in seguito alla nota della Regione che avvisava della conseguenziale cancellazione dell’Unione, essendo esclusa la possibilità di una nuova deroga già data antecedentemente per il numero degli abitanti (da un numero minimo di 3.000 abitanti, l’attuale deroga prevedeva circa 2.500 abitanti).

Non abbiamo mai trovato senso partecipativo da parte di alcuni componenti, ma oltraggioso e discordante, anche in occasione di nostre richieste/proposte: vedasi per esempio le ultime due richieste di incontro fatte tramite pec alle quali non è mai stata data alcuna risposta.

Auspichiamo che per il futuro si possa trovare un senso collaborativo nell’intraprendere una unione unica locale cusiana, fatto salvo che sarà nostra intenzione riproporre l’uscita dalla stessa nei tempi e modi richiesti.

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