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Scontri nel centro migranti di Arizzano, lunedì il processo per direttissima dei 4 arrestati

vconews

Saranno processati lunedì per direttissima i 4 migranti arrestati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale nella serata di venerdì dopo la rivolta scoppiata nel centro di accoglienza di Arizzano in mattinata. Sette i feriti, tra carabinieri, polizia e finanzieri intervenuti sul posto per garantire la sicurezza agli operatori del centro che stavano distribuendo la diaria, il cosiddetto “pocket money”, da 2,50 euro.

I 4 si trovano in carcere. L’allerta rimane alta sul centro allestito nel 2014 nell’ex convento delle suore di Maria Consolatrice. Che si trattasse di una situazione problematica era già apparso evidente in altre precedenti occasioni e l’appello perché si intervenisse era arrivato a più riprese dal sindaco Enrico Calderoni, che aveva chiesto una sorta di rotazione tra gli ospiti: “Ormai – spiega – si sono formati gruppi tra coloro che sono lì da due anni, con i violenti che spesso assumono il ruolo di capi”. Prosegue il sindaco: “Purtroppo da parte della maggior parte dei 54 ospiti non c’è stata alcuna intenzione di ricambiare l’ospitalità dandosi da fare. Non sono stati inseriti in progetti di lavoro perché c’è troppa burocrazia e, comunque, da parte loro non è stata dimostrata questa volontà”. Inoltre, a Cresseglio ci sono altri 30 pakistani, in appartamenti del Gruppo Abele, per un totale di oltre 70 persone in una comunità di 2100 residenti. “E’ già andata bene – dice Calderoni – che non ci siano state conseguenze peggiori ieri, ma purtroppo il rischio c’è”. Prosegue il primo cittadino, evidenziando i paradossi della legge: “L’unico di questi ragazzi che da un anno lavora, a Premeno, e si è sempre comportato bene, sarà espulso perché la sua domanda di richiedente asilo è stata respinta”. Una situazione sempre più tesa quella che si verrà a creare con le espulsioni di chi non ha diritto di chiedere lo status di profugo, e che quindi si troverà senza un posto dove stare.

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