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Commemorazione della battaglia a Ponte Casletto

Doriano Camossi: "Abbiamo l'obbligo morale di essere qui ogni anno"

 

ponte casletto

 

Stamattina la commemorazione della battaglia a Ponte Casletto. Siamo alle porte della Val Grande, dopo Rovegro, lungo la strada che da Santino conduce a Cicogna. Era il 12 giugno 1944, per tutta la mattinata il fuoco su entrambi i versanti fu intenso, la battaglia si concluse con il superamento da parte di tedeschi e fascisti dello sbarramento difensivo partigiano. La conquista di Ponte Casletto rappresentò di fatto l'inizio del rastrellamento in Val Grande.

<Non potevamo competere con le armi automatiche che avevano i tedeschi>, ha spiegato l'oratore della mattinata, Arialdo Catenazzi, che ha ripercorso quelle giornate, la storia dei partigiani sulle nostre montagne, le difficoltà, fino all'epilogo del 25 aprile: <Il popolo italiano era vivo e ancora voleva continuare la lotta per la libertà> ha concluso Catenazzi.

Presenti alla commemorazioni le associazioni partigiane, il Parco Valgrande, i parenti delle vittime – in particolare la sorella di Giovanni "Pippo" Bottazzi, del Battaglione Valdossola– e i sindaci di Cossogno Doriano Camossi e di San Bernardino Verbano Giovanni Lietta.

<Abbiamo l'obbligo morale di essere qui ogni anno, il tempo diluisce i ricordi, dobbiamo grande rispetto a quegli uomini e quelle donne, spesso giovani, che ci hanno permesso di vivere in pace e libertà> ha affermato Camossi. Gli ha fatto eco il sindaco Lietta, che ha sottolineato l'importanza della memoria in particolare verso le giovani generazioni.

Dei fiori sono stati posati in prossimità delle targhe che ricordano il sacrificio partigiano, e sono stati lanciati dal ponte a ricordo di chi, in quelle giornate di 74 anni fa, spese la propria vita.

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