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Servono 600 mila euro o il Maggia rischia di chiudere

Mancano le condizioni minime di sicurezza dentro e fuori la scuola, è emerso nel corso del consiglio provinciale di oggi. Intanto resta intricata la questione della nuova sede dell'istituto

consiglio provinciale maggia

 

Senza 600mila euro nell'immediato per alcune manutenzioni straordinarie l'istituto alberghiero Maggia di Stresa rischia di chiudere a causa della mancanza delle condizioni minime di sicurezza dentro e fuori la scuola. È emerso quest'oggi in un consiglio provinciale aperto per l'occasione anche al sindaco di Stresa Giuseppe Bottini, alla dirigente scolastica Manuela Miglio e al presidente dell'Hospes Riccardo Fava Camillo. Nelle prossime ore i dirigenti provinciali faranno tutte le valutazioni del caso. Intanto la situazione inerente la realizzazione della nuova scuola rimane alquanto intricata. Non è stato nuovamente trovato un accordo tra le parti coinvolte, ossia comune di Stresa, provincia del Vco e Hospes, il centro per gli studi turistico-alberghieri e per lo sviluppo dell'istituto professionale. La costruzione della nuova scuola dove oggi sorge lo stadio Forlano con successiva edificazione di un nuovo impianto sportivo in zona Motta Vinea, cioè la soluzione stabilità dall'ultimo accordo di programma, ormai scaduto, sembra al momento la più remota. L'attuale copertura finanziaria di 13 milioni e 660mila euro, infatti, permetterebbe soltanto la realizzazione della nuova scuola e non del campo sportivo, quindi Bottini non è assolutamente disposto a cedere l'area del Forlano, non riuscendo nell'immediato a trovare la cifra necessaria per costruire il nuovo stadio. "Il mio comune è sempre stato disponibile ma alle condizioni dell'accordo di programma che prevede l'edificazione congiunta del campo sportivo e della scuola" le parole di Bottini. La provincia nel frattempo sta vagliando altre opportunità, come un'area privata in zona stazione di Baveno, dove potrebbe essere innalzata la nuova struttura del Maggia. Inoltre, è stato lo stesso Bottini a mettere sul piatto una nuova possibile soluzione, cioè i circa 20mila metri quadrati al di sotto del collegio Rosmini. "Ho ricevuto la disponibilità dei padri rosminiani, perciò sarei disposto a prendere come comune il terreno e a cederlo alla provincia per la nuova scuola – ha detto Bottini –. Fatto sta che il tentativo della provincia di trovare un piano B a Baveno non mi è piaciuto, ha il sapore di un ricatto politico". La prossima puntata sul futuro dell'istituto è stata fissata per giovedì 6 settembre. Intanto si dovranno capire le reali condizioni dei quattro plessi su cui è dislocato oggi l'istituto, dopo la denuncia di insicurezza fatta dalla stessa dirigente scolastica. Poi, si dovranno compiere i primi studi urbanistici sulle nuove aree individuate a Stresa e Baveno. "La priorità della provincia è la realizzazione della nuova scuola – ha affermato il presidente Stefano Costa –. Nell'immediato, però, dobbiamo cercare delle soluzioni al fine di garantire il regolare svolgimento dell'anno scolastico a partire dal prossimo 10 settembre".

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