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Albertella scrive a Conte e Toninelli: "Iniziare subito i lavori per la messa in sicurezza della SS 34"

Intanto, per mercoledì sera alle 21 a Palazzo Flaim i frontalieri hanno convocato una riunione per discutere i ritardi della riapertura della strada e per valutare insieme un’azione di protesta 

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Iniziare subito i lavori per la messa in sicurezza della Statale 34 del lago Maggiore. E’ la richiesta che il sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella ha inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Dopo l’ennesima frana del 6 novembre, che ancora blocca la strada, Albertella ricorda agli esponenti del Governo che l’attuazione di quanto previsto dal protocollo di intesa già sottoscritto richiederebbe un tempo lunghissimo. “Le procedure, tra progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, delle autorizzazioni paesaggistiche, conferenze dei servizi,appalto e contratti, secondo quanto riferito da Anas nell’ultima riunione al Mit - riferisce il primo cittadino -, richiederanno due anni. Le procedure per l’avvio dei cantieri dei versanti in capo alla Regione comportano tempi forse minori, ma certamente superiori a un anno. Non possiamo permetterci di attendere questi lunghi tempi”.

Albertella ricorda che “nessuno può escludere che nel periodo transitorio potrebbero riverificarsi eventi franosi e quindi gli utenti ogni giorno transitano senza la dovuta e necessaria sicurezza”. Per questo secondo il sindaco di Cannobio si rende necessario ridurre i tempi burocratici per le procedure amministrative. La richiesta al Governo è quindi di attivare un provvedimento legislativo per permettere agli enti di utilizzare la procedura di massima urgenza. Albertella conclude la lettera con l’invito a Conte e Toninelli affinché vengano a vedere direttamente lo stato attuale della strada internazionale.

Intanto, per mercoledì sera alle 21 a Palazzo Flaim i frontalieri hanno convocato una riunione per discutere i ritardi della riapertura della strada e per valutare insieme un’azione di protesta. 

 

 

di Maria Elisa Gualandris

 

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