logo1

"Cappelline" di Iaia Filiberti in mostra a Cannobio

cannobio filiberti

 

41 le foto dell'artista milanese scattate tra Lago Maggiore e d'Orta, Lombardia e Versilia esposte a Palazzo Parasi fino al 5 maggio

 

Ci sono istantanee scattate sul Lago Maggiore e d'Orta, e poi nelle province lombarde e in Versilia: è "Cappelline" , mostra fotografica della poliedrica artista milanese Iaia Filiberti, inaugurata lo scorso fine settimana a Palazzo Parasi a Cannobio. 

ll suo lavoro prende vita da una riflessione personale sul culto religioso: il pellegrinaggio che Iaia Filiberti compie in quasi due anni di spostamenti, dal gennaio 2017 all’ottobre 2018, nel territorio lombardo-piemontese, principalmente alla ricerca delle “edicole” all’aperto del culto popolare della Madonna come pure delle icone mariane custodite nelle grandi chiese.
Tale “iter” non vuole essere per lei un reportage o la documentazione visiva di luoghi religiosi rinomati o sconosciuti, ma al contrario esso segue una mappa intima che si snoda attraverso i luoghi cari più amati dall'artista: dal Lago Maggiore – legato alle sue memorie d’infanzia – a chiese quali Santa Maria Segreta e Santa Maria del Carmine a Milano, città dove risiede. Seguendo questo fil rouge arriva al Sacro Monte di Varese, alla Certosa di Pavia, fino in Versilia, dove attualmente l’artista trascorre parte delle sue estati.
Filiberti rende omaggio alla Madonna, inginocchiandosi di fronte alle sue icone, portando fiori alle cappelline di campagna e prendendosi cura delle immagini votive a Lei dedicate. Un delicato confronto, da donna a donna, costruito con devoto amore, ponendosi controcorrente e in maniera antesignana rispetto a quella che è l’immagine più diffusa oggi della donna nell’arte contemporanea. A corredo delle opere visive, l’artista ha voluto selezionare 9 brevi testi unendoli, come in un ricamo, ai lavori. Sono citazioni che maestri della storia della letteratura internazionale hanno dedicato ai luoghi rappresentati nelle sue fotografie, da Petrarca, al Bembo, Boccaccio, a Stendhal e Balzac, Montesquieu fino a Turgenev, Jung ed Hemingway. 
Le immagini, 41,  sono inquadrate in importanti cornici dorate impreziosite da una decorazione artigianale, realizzata selezionando una ricercata passamaneria; da semplici fotografie incorniciate diventano così oggetti votivi che – in questa trasposizione artistica – come cuori sacri, l’artista vuole donare alla Madonna.

"Cappelline" di Iaia Filiberti è allestita a Palazzo Parasi a Cannobio fino al 5 maggio.

Pin It

 

Questo sito consente l'invio di cookie di terze parti.
Se acconsenti all'uso dei cookie fai click su OK, se vuoi saperne di piú o negare il consenso fai click su leggi informativa