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Operazione "Mensa dei poveri", 5 i novaresi nel mirino della Dda di Milano

Sono l'on. Diego Sozzani, Mauro Tolbar, l'AD di Acqua NO VCO Andrea Gallina e il dipendente Giovanni Rissone, il presidente della Farmacia comunale di Domodossola Gianmaria Radaeli

 
 milano tribunale
 
 
Sono cinque i novaresi che figurano nell’ordinanza della Dda di Milano che ha coordinato l’operazione “Mensa dei poveri” su politica, imprenditoria e corruzione condotta dalla Guardia di Finanza di Varese e dai Carabinieri di Monza. Mazzette, favori, appalti e finanziamenti illeciti tra Lombardia e Piemonte sono il quadro che emerge dalle indagini. Sono 43 le persone destinatarie di misura cautelare tra Milano, Varese, Monza e Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino e Asti.
 
Per quanto riguarda il novarese, è stata chiesta alla Camera l’autorizzazione per la custodia cautelare ai domiciliari del deputato di Forza Italia Diego Sozzani. L’accusa nei suoi confronti è di aver ottenuto un finanziamento illecito di diecimila euro per la sua campagna elettorale, da parte di Daniele D’Alfonso, titolare della Ecol Service, azienda nel settore delle bonifiche aziendali. Il pagamento sarebbe avvenuto tramite una falsa fattura emessa da una ditta milanese, a consegnata a Mauro Tolbar, 41 anni, di Divignano. Quest’ultimo, secondo la Procura sarebbe un “faccendiere”, ed è in carcere. E’ invece ai domiciliari Andrea Gallina, amministratore delegato di Acqua Novara Vco. L’accusa per lui è di aver ricevuto tangenti per la gara d’appalto della gestione del servizio fognario del Comune di Novara, assegnato a Ecol Service di D’Alfonso. Il bando era da 6 milioni di euro. La cifra che sarebbe stata versata come tangenti in cambio a Gallina non è stata precisata. Obbligo di firma invece per il responsabile acquisti, gare, appalti e logistica di Acqua Novara Vco, Giovanni Rissone. Infine, tra gli indagati con obbligo di firma c’è Gianmaria Radaeli, di Arona, ex capitano dei Carabinieri, attualmente presidente del Cda della Farmacia comunale di Domodossola. E’ accusato di aver creato false fatture per conto di Tolbar, con lo scopo di ottenere fondi neri da destinare al pagamento di tangenti. 
 
 
di Maria Elisa Gualandris
 
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