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DNA e rogatoria internazionale per identificare Schall

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DNA, rogatoria internazionale e lunghe procedure per l’identificazione dei resti di Wilhem Georg Shall recuperati sul Limidario

  Esame del Dna, una rogatoria internazionale e lunghe procedure di identificazione per i resti di Wilhelm Georg Schall, tedesco di 64 anni, recuperati il primo settembre del 2014 in un canalone al Limidario. L'uomo, partito dal versante svizzero del Monte Limidario per un'escursione il 22 giugno del 2014, era scomparso nel nulla. Anche in Italia si erano messe in moto le ricerche, fino a quando, il 31 agosto di quell'anno, un volontario del Soccorso Alpino aveva scorto dei resti in un canalone scosceso in località Punta Franzina. Il giorno dopo era avvenuto il recupero sia con squadre del Soccorso Alpino a piedi che con gli elicotteri della Guardia di Finanza e della Rega Svizzera, particolarmente complicato dal luogo impervio e dal forte vento. Nonostante restassero poche ossa, non c'era nessun dubbio che si trovasse di Schall: nella tasca dei jeans infatti c'era ancora la carta di identità ed era anche stato recuperato il cellulare dell'uomo. Ciò nonostante, la legge tedesca per poter chiudere il caso ha bisogno che venga effettuata l'identificazione tramite il Dna. Dal momento che la Guardia di Finanza, che aveva condotto le indagini per il ritrovamento del corpo, non dispone di una sezione scientifica, il fascicolo è passato ai carabinieri. Gli accertamenti sono stati svolti dal Maresciallo aiutante Tiziano Petaccia del Nucleo Operativo Radiomobile. E' stato prima di tutto necessario ottenere una rogatoria internazionale per poter riesumare i resti dell'uomo, che erano stati sepolti nella fossa comune del cimitero di Cannobio. I reperti sono poi stati portati al Ris di Parma che codificherà il Dna. Intanto però i militari verbanesi sono ancora al lavoro per rintracciare i parenti di Schall per prelevare un campione di Dna da confrontare. L'uomo infatti non aveva parenti stretti come era emerso dalle prime ricerche della Guardia di Finanza. Tanto che i resti non erano stati richiesti da nessuno ed erano pertanto stati sepolti a Cannobio. 

 

di Maria Elisa Gualandris

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