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Polstrada Domo. Pizzi chiede l'appoggio di Cirio per scongiurare la chiusura

Il sindaco di Domodossola ha inviato al Presidente della Regione una dettagliata relazione sull'argomento

Una relazione di qualche pagina per spiegare perché il distaccamento della polizia stradale di Domodossola non deve chiudere anzi deve essere potenziato. A scriverla è stato il primo cittadino domese. Il dossier è partito oggi alla volta di Torino. E’ indirizzato al Governatore del Piemonte, Alberto Cirio. Lucio Pizzi che fino ad oggi ha scelto una linea defilata sull’argomento, ha diffuso in giornata un documento dove bolla la decisione della chiusura, come  “… figlia di una scarsa conoscenza del territorio “. La vicinanza con la Svizzera, il flusso di veicoli che annualmente percorrono i valichi di frontiera con il Ticino e il Vallese, per il sindaco domese, basterebbero già a giustificare la permanenza in città della Polstrada. Per l’amministratore ossolano anche le argomentazioni relative ai costi di gestione della caserma di via Romita sarebbero sbagliati. “ In quanto – scrive Pizzi - l’Ufficio, di modeste dimensioni, è collocato in uno stabile demaniale le cui spese di gestione sono interamente a carico del Settore Polizia di Frontiera di Domodossola, che occupa l’ala sinistra dell’immobile e usufruisce degli alloggi collettivi ai piani superiori. Le spese di gestione  resterebbero quindi immutate poiché la caserma continuerebbe comunque ad essere utilizzata “. E’ una sorta di grido d’allarme quello lanciato da Pizzi che parla di valli ossolane completamente sguarnite di ogni controllo se il piano ministeriale dovesse trovare attuazione.” Le pattuglie – dice il sindaco -  interverrebbero solo in caso di bisogno e verrebbe a mancare quell’indispensabile strumento di prevenzione che il pattugliamento rappresenta”.  

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