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Coronavirus: i casi in Piemonte scesi da 6 a 3

Scuole chiuse per una settimana e sospese tutte le manifestazioni. Nessun problema nella circolazione da e per la Svizzera

Sono tutti negativi al test del “coronavirus covid19”, i tre cittadini cinesi che ieri mattina avevano fatto registrare una debole positività al contagio ed erano stati ospedalizzati a Cuneo. La notizia è confermata dalle controanalisi effettuate in giornata e il cui esito è pervenuto ieri sera alla sede dell’Unità di crisi regionale, attiva nella sede operativa della Protezione civile a Torino.

A fine giornata ieri, quindi, il numero di casi positivi al “coronavirus covid19” in Piemonte è sceso da sei a tre. Tra i 45 test eseguiti , non sono stati riscontrati casi positivi. Rimangono al momento confermati solo i casi nel torinese dell’uomo ricoverato ieri all’ospedale Amedeo di Savoia, della donna ricoverata al Regina Margherita e dell’uomo in isolamento domiciliare.

Restano chiuse le scuole per una settimana, dalla Regione sottolineano che, contrariamente alla comunicazione di ieri , si è deciso non solo la sospensione delle attività didattiche, ma la chiusura dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, che include quindi anche il personale. Chiuse ad esempio anche tutte le palestre con la sospensione di tutte le attività giovanili.

 Dalla diocesi di Novara comunicano la sospensione di tutte le attività di catechismo e negli oratori.

Come già comunicato ieri ricordiamo che sono sospesi tutti gli eventi e le manifestazioni che prevedano assembramenti di persone. Annullati quindi i carnevali e altri eventi in calendario, il carnevale di Cannobio, il Tredicino ad Arona, lo spettacolo di domani sera al teatro La Fabbrica dedicato a Eduardo De Filippo, la Traccia Bianca al Devero solo per fare qualche esempio.

Sarà a "porte chiuse" la seduta del consiglio comunale di Domodossola in programma il 26 febbraio. L'annuncio è stato dato dal sindaco, Lucio Pizzi. ''L'ordinanza urgente del Ministro della Salute d'intesa con il presidente della Regione Piemonte in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica - afferma il primo cittadino - sarà applicata a Domodossola in maniera scrupolosa, utilizzando ogni cautela''. Pizzi sottolinea inoltre che "le persone entrate in Piemonte dalle zone a rischio epidemiologico hanno l'obbligo di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria competente per territori".

Chiusi anche il nido e la ludoteca a Omegna, il sindaco Marchioni ieri aveva tentato di tenere aperto l'asilo.

Allestite tende pneumatiche pre-triage davanti a tutti i DEA e Pronto soccorso piemontesi, compresi quelli di Domodossola, Omegna e Verbania.

Non ci sono stati particolari controlli stamattina ai valichi di frontiera tra Italia e Svizzera per il coronavirus. "Il transito dei nostri frontalieri è stato regolare" afferma Antonio Locatelli, coordinatore dei frontalieri del Verbano Cusio Ossola. I 6 mila lavoratori italiani non hanno subito rallentamenti o controlli sanitari ai posto di confine di Gondo (Canton Vallese), Brissago e Camedo (Canton Ticino )

La circolazione sulla linea ferroviaria del Sempione è regolare. Nessuna limitazione per i treni diretti o provenienti dalla Svizzera. Le Ferrovie Federali Svizzere (Ffs) non prevedono di dover intervenire sul traffico internazionale da e verso l'Italia. "Siamo in stretto contatto con l'Ufficio di sanità e seguiamo le sue raccomandazioni", spiegano alle Ffs. Regolari anche i treni della 'Vigezzina' che collega Domodossola (Vco) a Locarno (Canton Ticino). ''Non abbiamo indicazioni dalla Svizzera anche se sappiamo che oggi alla 16 ci sarà una riunione del loro dipartimento della sanità'' dice Daniele Corti, direttore della Vigezzina.


Il responsabile della divisione malattie dell'Ufficio federale preposto Daniel Koch in un'intervista alla radiotelevisione svizzero-tedesca riferisce che la situazione "è preoccupante, ma che non si può ancora parlare di ondata che si sta diffondendo in Svizzera". In caso di epidemia in Europa, con o senza maggiori controlli alle frontiere, secondo Koch sarebbe impossibile fermare la diffusione del virus, poiché il continente è troppo interconnesso".


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