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Coronavirus. Petizione del sindacato Unia per lo stop dei cantieri in Vallese

Intanto per domani è atteso il decreto che dovrà ridefinire le misure nel Canton Ticino. C'è attenzione anche nel Vco per capire se riapriranno cantiere e fabbriche

In 48 ore ha raccolto più di 500 firme. E’ la petizione promossa dal sindacato svizzero Unia per chiedere lo stop immediato dei cantieri nel Canton Vallese. Il documento inoltrato oggi al presidente del governo vallesano, chiede in subordine l’attuazione di misure di protezione dove queste ad oggi non siano ancora rispettate. Un documento che ricalca le richieste ( sino ad ora inascoltate ) degli oltre 1000 frontalieri ossolani occupati nella svizzera tedesca.
Qualcosa si è mosso invece a livello federale. Oggi il Consiglio di Berna ha dato il via libera alle cosiddette "finestre di crisi". Questo permetterà ai Cantoni ( a condizioni precise ) di adottare ulteriori misure restrittive per combattere l’emergenza sanitaria. Provvedimento ad oggi in vigore solo nel Canton Ticino. Gli altri Cantoni che volessero seguire la strada ticinese dovranno fare espressa richiesta a Berna. Ora anche nel Vco si guarda con attenzione al governo di Bellinzona per capire le nuove mosse. Domenica scadono le misure decise sette giorni fa. Il presidente ticinese Cristian Vitta ha annunciato un nuovo decreto nelle prossime ore. Sarà leggermente rivisto ed entrerà in vigore a partire da lunedì. Sarà illustrato domani. Sarà quello un momento importante per i frontalieri del Vco. Nel pomeriggio Stefano Modernini, direttore dell’Associazione Industrie Ticinesi ha così commentato “Questa settimana abbiamo dimostrato che è possibile lavorare in sicurezza . Ora il Cantone può agire, ma se vuole chiudere l’attività deve accertare che la sicurezza non è data. Se l’azienda dimostra di garantire queste norme, deve poter lavorare”.

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