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Arona, Bandiera Blu ma senza spiagge

I lavori per la realizzazione della barriera frangiflutti e il livello del lago gli ostacoli da superare

Si è gioito ad Arona per l’assegnazione nel 2020 della terza bandiera blu per la spiaggia delle Rocchette, sotto lo strapiombo della Rocca Borromeo. Il riconoscimento assegnato anche per questa estate dalla Fee, Foundation for Environmental Education, però trova degli ostacoli per l’avvio della balneazione. Il primo, ovviamente, è quello dell’emergenza sanitaria che ha bloccato non solo gli afflussi dall’estero, ma anche dalle altre regioni, compresa la vicina Lombardia. Il secondo ostacolo è che i lavori di realizzazione della barriera frangiflutti e l’allargamento della spiaggia sono stati rallentati dall’innalzamento delle acque del lago Maggiore. Il termine previsto era fissato entro la fine di maggio. Per questa spiaggia pubblica resta da sciogliere il nodo dell’accesso:<Faremo entrare dalla scaletta che scende dalla statale del Sempione, in quanto il cancello della Nautica che dà su piazza Gorizia rimarrà a disposizione del gestore del bar privato> aveva dichiarato il vice sindaco Federico Monti. Un ostacolo non semplice, in quanto se l’accesso viene dalla statale occorrerà creare un attraversamento pedonale sul Sempione, cosa che l’Anas non condivide. Il secondo problema è che chi arriva con carrozzine di bimbi o di disabili, passeggini e biciclette non avrebbe possibilità di accesso. Gli aronesi sono orgogliosi della terza bandiera blu. Purtroppo però con i vincitori dell’appalto del Lido, società con sede in Svizzera ma di fatto ossolani, si è aperto un ingarbugliato contenzioso con il Comune di Arona al quale debbono risarcire una sanzione di 20 mila euro. La spiaggia è abbandonata, con l’erba che sul prato continua a crescere. Nei sogni dell’Amministrazione Gusmeroli ci sarebbe al volontà di rendere balneabile pure tutto corso Europa, più volte l’ha ripetuto Monti, vicesindaco e candidato a sostituire l’attuale Primo cittadino alle prossime Amministrative. Purtroppo la foce del Vevera e i gorghi, che hanno creato pericolose buche sottoriva, lo rendono un sogno al momento non realizzabile. La speranza è che per primo si risolva il fattore sanitario, poi si auspica l’arrivo dei turisti.

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