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Il Centro Destra in piazza anche a Verbania contro il Governo Conte

 

 

Una manifestazione statica per garantire le misure di sicurezza e senza bandiere di partito, solo col Tricolore. Si è tenuta in Piazza Ranzoni

 

Una manifestazione statica, per garantire le misure di sicurezza, con tanti messaggi tenuti in mano dai presenti. Stamattina in piazza Ranzoni a Verbania la discesa in piazza contro il Governo Conte promossa da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ma senza bandiere di partito, solo col Tricolore per celebrare la giornata di festa.

In tante voci i motivi della protesta. “Distanziati e in tutta sicurezza, ma determinati a farci sentire” afferma l’europarlamentare leghista Alessandro Panza. “La regione Piemonte ha dovuto sostenere un piano di rilancio economico di 800 milioni di euro – commenta il collega di partito ed esponente de governo regionale Alberto Preioni – tra cui 130 milioni di bonus per le aziende, senza nessun aiuto da questo governo inadeguato”. “Aspettiamo ancora delle risposte certe dal governo sui finanziamenti, sui trasferimenti che servono a coprire i buchi di bilancio che i comuni hanno subito in conseguenza all’emergenza coronavirus, i buoni spesa sono finiti e già da tempo stiamo usando risorse comunali” prosegue il sindaco di Omegna ed esponente Anci Paolo Marchioni. Il senatore leghista Enrico Montani parla di  cassa integrazione che non arriva,  di soldi dalle banche che non si riescono ad avere e di “maggioranza allo sbando”.

“Il Centro Destra non può stare a guardare la disfatta dell’Italia” ha affermato la deputata di Forza Italia Mirella Cristina, “Parliamo di un governo che ha paralizzato il settore turistico col rischio che molte realtà, turistiche e non solo, non riaprano più”.

Il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri e il coordinatore Provinciale Luigi Songa dicono: ”Vogliamo far sentire la voce di tanti italiani, famiglie, lavoratori, autonomi e dipendenti, professionisti, pensionati, imprese ormai stanchi delle promesse di questo governo e che chiedono misure concrete”, riferiscono di un’ Italia che chiede di smetterla con le conferenze stampa in streaming e la bulimia di decreti.

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