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Vaccini antinfluenzali: al momento stop alle dosi per le farmacie destinate all'acquisto privato

 

A causa della scarsità del vaccino la decisione di concentrare le dosi disponibili su medici di famiglia e pediatri per destinarle in primis ai soggetti fragili 

I vaccini antinfluenzali scarseggiano, al momento l’assessorato alla sanità della Regione Piemonte ha deciso di dover procedere alla sospensione dell’invio alle farmacie delle 16.500 dosi da destinare all’acquisto privato, indirizzandole alla somministrazione ai “soggetti più a rischio” attraverso la consegna ai Medici di base e ai Pediatri del territorio. La segnalazione arriva dalla Farmacia Comunale di Verbania ma riguarda tutte quelle del Piemonte.

Non è quindi possibile per ora acquistare in farmacia il vaccino antinfluenzale, mai a disposizione per l’acquisto privato in questa stagione. <La campagna proseguirà per tutto dicembre e forse anche a inizio gennaio – spiega la vice presidente di Federfarma No-VCO Federica Comaita – non sappiamo al momento se le dosi destinate alle farmacie arriveranno in un prossimo futuro. Quello che è certo è che se dovessero arrivare, a differenza degli anni passati, la vendita sarà comunque previa ricetta medica mentre prima era in accordo con il proprio medico curante>. Il costo dovrebbe aggirarsi attorno ai 12 euro e 50.

Dalla vice presidente locale di Federfarma anche alcune precisazioni rispetto a test sierologici e tamponi rapidi che vengono effettuati in alcune farmacie.

<Il test sierologico – spiega Comaita – è un test ufficiale. Prima di tutto occorre essere asintomatici per venire in farmacia ad effettuarlo, in caso di sintomi non è assolutamente possibile uscire di casa ma occorre chiamare il proprio medico. In secondo luogo, prima di effettuare il test la persona deve firmare un documento perché qualora risultasse positivo viene automaticamente segnalato all’Asl e scatta il meccanismo della quarantena. Insomma – precisa – non è semplicemente un test per soddisfare la curiosità di essere venuti o meno a contatto con il Coronavirus. Lo stesso discorso vale per il tampone rapido – aggiunge Comaita-, per altro questo deve essere effettuato da un infermiere e in caso di positività scattano sempre la quarantena e la segnalazione all’azienda sanitaria>

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