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#IONONAPRO

Fipe e Confocmmercio AltoPiemonte non aderiranno alla protesta che prevede l'apertura dei locali oltre le 18 del 15 gennaio

< Siamo preoccupati e arrabbiati ma per protestare crediamo ci siano altri modi “. La Federazione pubblici esercenti e Confcommercio Alto Piemonte dicono no alla protesta promossa a livello nazionale da un gruppo di ristoratori e che prevede per venerdì 15 gennaio, l’apertura dei locali oltre le ore 18.
Questo a livello di associazioni di categoria. Poi sui social il dibattito è in corso. Il tam tam da giorni rimbalza da una pagina all’altra. Apertamente pochi si sbilancino. I più si limitano a dire : < A malincuore chiuderò all’orario stabilito >. Altri ammettono : < Stiamo valutando. Chi ha promosso la protesta dice che ci sono le tutele legali. Siamo incerti sul da farsi. Forse sarebbe l’unico modo per far sentire la nostra voce >. Si sentono dimenticati. Sono i baristi, ristoratori, titolari di pizzerie, gelatai. Da mesi costretti allo stop o a una ripresa a singhiozzo.
Fipe e Confcommercio condividono le preoccupazioni. < Certo – dicono – siamo stremati, arrabbiati ma ci sono altri modi per fare proposte. Dobbiamo restare uniti > ammoniscono. Già perché il rischio che il comparto si spacchi è grosso. < Comprendiamo – scrivono in un documento congiunto i membri del Direttivo Fipe di Novara e il presidente di Confcommercio locale, Massimo Sartoretti -. Queste azioni sono il segnale di disagio, sconforto che proviamo tutti. Siamo allo stremo. Lo abbiamo detto tante volte. Abbiamo bisogno di lavorare, man non è questo il modo. La legalità – sottolineano – resta un prerequisito che non si deve mai mettere in discussione >. Le due associazioni di categoria ricordano il lavoro fatto in questi mesi e le proposte portate ai tavoli di discussione a cui hanno partecipato. < Non intendiamo – dicono – esporre i nostri associati a rischi penali. Continueremo a spiegare le nostre ragioni. A protestare ma sempre nella legalità >. La campagna ribattezzata #iononapro chiede unità per resistere alla tragedia sanitaria ed economica che sta colpendo duramente a più livelli.

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