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Veronica Galluzzo si difende dalle accuse

Dice" Non sono nazista e non lo sono mai stata". Aveva querelato l'ex sindaco di Belgirate Flavia Filippi, assolta dal giudice del Tribunale di Verbania perché il fatto non sussiste

"Non sono nazista e non lo sono mai stata". La giornalista che aveva querelato l'ex sindaco di Belgirate Flavia Filippi, assolta dal giudice del Tribunale di Verbania perché il fatto non sussiste, con una lettera ai giornali vuole difendersi "da accuse ignobili". Veronica Galluzzo spiega: "Non posso più tollerare ciò che viene associato al mio nome, dunque sono oggi ad alzare la voce anche io, perché ho capito che, in certi casi, vince chi è più vicino al microfono e riesce a far sentire la propria voce sopra quella degli altri. Da quando la politica locale ha acceso i riflettori su di me, mi devo continuamente giustificare difronte ad accuse di essere nazista, nazifascista, fascista, antisemita, notizie false create ad arte per fare opposizione politica. Ho sempre affermato con forza la mia estraneità a tali affermazioni e continuerò a farlo, sempre, perché sono consapevole è impossibile placare quei pettegolezzi che oggi chiamiamo di fake news". Precisa di non aver mai ricevuto denunce per i post da cui era scaturita tutta la vicenda. "Nessuno ha mai pensato di condannarmi o di incriminarmi per un reato che, sappiamo bene, è molto grave. Allora perché continuate a chiamarmi nazista? Mi chiamano nazista ma sono una sostenitrice del movimento LGBTQI+ e sul mio profilo social ci sono foto della mia partecipazione a numerosi eventi del movimento, ma guarda caso quelle non le ha viste nessuno. Mi chiamano nazista ma mi sono fatta promotrice, in un comune vergantino, di due edizioni di una festa multietnica che puntava all’integrazione e allo scambio culturale. In ultimo, mi chiamano nazista ma non sanno che ho lavorato nell’ufficio stampa di una pubblica amministrazione guidata da un esponente del Pd novarese. Sono finita in un gioco politico". Sostiene: "Hanno preso delle immagini dalla mia pagina personale di Facebook per attribuirgli un significato controverso e mi hanno accusata di non conoscere la storia. Io la storia la conosco bene, soprattutto quella contemporanea e anche quella politica".

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