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Oggi l'anniversario della Battaglia di Arona

 

Come tradizione l'Amministrazione comunale davanti a ciascuna di quelle 17 lapidi ha fatto posare un vaso con mazzetto di garofani rossi

Sono passati 76 anni da quel 14 aprile 1945, giorno della Battaglia di Arona. I sopravvissuti

ricordavano le fasi che hanno preceduto la battaglia, il combattimento e i funerali delle 17 vittime,

14 partigiani e tre civili rimasti sulla strada 11 giorni prima della Liberazione. E' stata una giornata

infausta diceva Mario Fanchini, di Castelletto Ticino, allora venticinquenne, era al fianco del

capitano «Bruno», nome di battaglia di Albino Caletti. I partigiani si sono ritrovati alle tre del

mattino nella zona del cimitero di Arona, dovevamo entrare in azione alle 5, davanti alla stazione.

Per un ritardo delle truppe e delle armi, l’attaccato è stato sferrato alle 5 e 40. Dovevano arrivare tre

bazooka, ma i portatori rimasero feriti e uno venne poco usato perché non tutti lo sapevano

utilizzare. Alle 10 le munizioni iniziarono a scarseggiare. Arrivò l'ordine di ripiegare, i 150

partigiani, scelsero di rifugiarsi nei tombini delle fogne, in particolare nel tunnel del rio San Luigi, e

sparirono improvvisamente. I tedeschi non capirono come un reparto poté scomparire in un istante.

I feriti furono medicati dalle donne nella chiesa di Mercurago, dove si erano rifugiati. Altri

trovarono le cure necessarie all’ospedale di Arona. A recuperarli, con un carretto di legno, fu

Santino Confalonieri, un infermiere, aiutato da Lucia Vesco, crocerossina, in ospedale il dottor

Rattaggi prestò loro le cure ed evitò che i tedeschi li facessero prigionieri. Uno dei punti deboli fu

quello di non aver presidiato la galleria ferroviaria a nord di Arona, da lì le truppe tedesche,

alloggiate all'Hotel Meina, entrarono in città e presero di sorpresa alle spalle gli uomini della

“Servadei”. A Meina c’erano partigiani che avevano la consegna di sorvegliare le mosse del nemico,

ma quell’incarico non venne rispettato. I funerali vennero celebrati il 17 aprile con la presenza di

settemila persone. I tedeschi rispettarono la cerimonia.

Come tradizione l'Amministrazione comunale davanti a ciascuna di quelle 17 lapidi ha fatto posare

un vaso con mazzetto di garofani rossi.

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