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Svincolo di Baveno : automobilista risarcito

Autostrade per l'Italia risarcirà un'automobilista per un incidente avvenuto in via Scalpellini a Baveno

 

vconotizie

Svincolo dell'A26: una donna rimasta coinvolta in un incidente sarà risarcita da Autostrade per l'Italia. Il sinistro era accaduto in via Scalpellini, che è una sorta di raccordo tra la Statale del Sempione e l'ingresso dell'autostrada ed è di competenza della società. I fatti risalgono al luglio del 2012. La donna, M.B., assistita dall'avvocato Davide Bianchi, stava percorrendo in auto via Scalpellini in direzione della Statale 33 quando all'uscita di un tratto che volge verso sinistra e in discesa, aveva perso il controllo del mezzo nonostante la sua andatura fosse moderata e regolare. L'auto aveva urtato il guard rail al margine destro della carreggiata. Lo stesso giorno, fa sapere l'avvocato Bianchi, ci furono altri due incidenti. Quel tratto è già tristemente noto: “Si  tratta del famoso svincolo autostradale nel tratto che dalla A26 scende sul Lago Maggiore - spiega l'avvocato Bianchi -, teatro negli anni scorsi di numerosi incidenti stradali, di cui alcuni molto gravi ed uno, in particolare, mortale nell’anno 2013. La statistica riferisce di 19 incidenti accertati dal mese di giugno del 2010 alla metà del 2012 (data in cui è avvenuto l'incidente), di cui 7 con lesioni patite da 9 persone”.
La sentenza del Giudice di Pace del Tribunale di Verbania ha dato ragione alla donna. 
“Si tratta di una sentenza particolarmente significativa sotto almeno due aspetti” commenta Bianchi .“In primo luogo è ribadito il principio per cui Autostrade per l’Italia è tenuto alla custodia dei tratti stradali di sua competenza, oltre a rispondere per responsabilità extracontrattuale. Nel caso di specie, nel processo si è puntualmente dimostrata l’assoluta assenza di responsabilità in capo alla mia Assistita, la quale nulla ha potuto fare per evitare l'incidente”.
“Soprattutto” prosegue l'avvocato Bianchi “mi piace sottolineare come la decisione, affatto scontata,  abbia accolto la tesi attorea perché fondata, in stretta e rigorosa applicazione del diritto. Durante l'istruttoria, infatti, mi è capitato di sentire un teste così esprimersi: << quella strada è pericolosa, lo sanno tutti. Io non ho fatto causa perché mi hanno detto che contro una grande società non avevo speranza di vincere. Ebbene, il messaggio che è passato è proprio il contrario: la giustizia è in grado di tutelare i diritti e le ragioni di chiunque, piccolo o grande che sia, nei confronti di chiunque, piccolo o grande che sia”.
 
Maria Elisa Gualandris
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