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Incidente Mottarone, Eitan torna a casa

Intanto la Procura di Verbania ha notificato agli indagati l'avviso degli accertamenti non irripetibili su pc e cellulari. Parti convocate a Palazzo di Giustizia lunedì 14 giugno

La Procura di Verbania ha notificato ai tre indagati per l'incidente della funivia del Mottarone l'avviso degli accertamenti tecnici non ripetibili sui cellulari e i supporti informatici sequestrati. Le parti sono state convocate in procura lunedì 14 giugno per il conferimento dell'incarico e la nomina dei propri consulenti tecnici. Lo stesso provvedimento è stato notificato ai familiari delle quattordici vittime e alla zia del piccolo Eitan, legale rappresentante del bimbo unico sopravvissuto alla tragedia.
Gli accertamenti riguardano in particolare il contenuto di smartphone e computer, hard disk, chiavette Usb, schede Sd e disk drive, oltre a un registratore portatile Sony. Gli atti sono firmati dalla procuratrice capo Olimpia Bossi.
Intanto è stato reso noto oggi, riguardo alla querelle giudiziaria in corso, che il Csm valuterà la correttezza della decisione con la quale il presidente del tribunale di Verbania Luigi Montefusco ha sostituito la gip Donatella Banci Buonamici. Il Comitato di presidenza, composto dal vice presidente Davide Ermini e dai vertici della Cassazione, ha disposto l'apertura di una pratica, accogliendo la richiesta dei togati Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo e dell'intero gruppo di Magistratura Indipendente. Il provvedimento sarà al vaglio della Settima Commissione.
E questa mattina alle 10, il piccolo Eitan è potuto tornare in ambulanza a casa degli zii nel Pavese. Il bimbo sta meglio ed è stato dimesso dall’ospedale Regina Margherita di Torino dove era ricoverato dal giorno della tragedia. Gli psicologi e i familiari che lo stanno accudendo gli stanno spiegando la terribile verità su quello che è accaduto ai suoi genitori e al fratellino di due anni. La famiglia ha chiesto l’intervento dei carabinieri per tutelare la privacy al momento del rientro a casa. La comunità ebraica di Milano, secondo quanto riportato dall’Ansa, sta pensando di costituirsi parte civile al processo dato che Amit, il papà di Eitan, "era nostro dipendente". Si occupava della sicurezza della scuola ebraica oltre a portare avanti gli studi di medicina a Pavia.

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