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Teatro sull'acqua: bilancio positivo

Conclusa nel fine settimana l'undicesima edizione. Ora si pensa al programma del prossimo anno

La direzione artistica di Dacia Maraini è stato il valore aggiunto anche dell’undicesima edizione del Teatro sull’Acqua, manifestazione promossa dal “Festival delle due rocche” presieduto da Luca Petruzzelli. Sei giorni di eventi, un programma fittissimo che ha visto per cinque volte la rappresentazione di “Epifania”, nel “lago-scenico” sotto la direzione di Boris Vecchio e Dacia Maraini con l’interpretazione dell’Associazione Sarabanda con Marianna Moya, Elsa Bossi e Olivier Rouston. Una rappresentazione di funamboli che ha avuto come filo portante e conduttore l’<equilibrio>. <Mai come in questo momento, caratterizzato dall’emergenza sanitaria che crea anche problemi alla mente e alla psiche, c’è necessità di equilibrio> ha sottolineato la Maraini. Il funambolo o la funambola che sul cavo si muoveva in un moto perpetuo, incessante, che lo conduce all’esistenza passo dopo passo. Spettacoli teatrali si sono succeduti in diversi angoli artistici della città. Come la Rocca Borromeo, Villa Usellini di via Pertossi, l’area del Lido, Il piroscafo a pale “Lombardia” ancorato al lungolago Caduti di Nassiriya, sulla pittoresca barca “Pinta”. Ancora al Condominio “La Fornace”,di via Piave, con un significativo motivo: se la gente non va a teatro, il teatro va nelle case e nei cortili. Gli incontri con gli autori hanno caratterizzato in particolare i pomeriggi, quello con don Luigi Ciotti ha richiamato almeno 500 persone. Ha parlato di lotta alla mafia, di Libertà, della famiglia, dei suoi trascorsi scolastici. Ma soprattutto ha spiegato che “L’amore non basta” che è anche il titolo del suo ultimo libro. Dacia ha parlato di scuola e gli ha dato i voti: zero dal punto di vista dell’apporto delle istituzioni, otto alle rete formata da docenti e professori, la media farebbe 4. Il professionale ruolo dei docenti non è sufficiente a risollevare la scuola dai danni che fanno le istituzioni. Soprattutto non investendo sulla scuola. Invece elogio angli studenti: <Quando dopo l’università in Italia vanno a specializzarsi all’estero emergono per la loro preparazione>. Ora appuntamento alla 12° edizione. La Maraini, oltre ai suoi sogni nel cassetto ha idee e programmi ben definiti, ma sino al 2022 non li svelerà.

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