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In Ossola e' tornato l'idromele, il nettare degli dei

Viene prodotto da Alveare Ossolano a Masera, in due versione: una tradizionale e l'altra più moderna, con bollicine da rifermentazione in bottiglia

Sapete perché parliamo di “Luna di miele”? Perché in tempi lontani ai neosposi veniva regalato l’idromele, antica bevanda ottenuta dalla fermentazione del miele, in quantità sufficiente per un ciclo lunare: in quel mese la bevanda inebriava la coppia e dava loro energia, si propiziava così l’arrivo di un figlio. Nel nostro territorio le popolazioni celtiche producevano idromele. Questa bevanda è stata poi però dimenticata, forse dal Medioevo. Ora è tornata ad essere prodotta a Masera grazie a Simona Negri e Francesco Sfratato di Alveare Ossolano. Che alla produzione di miele da questa primavera hanno affiancato quella dell’idromele. Con una buona risposta da parte del pubblico.  Per altro accanto all’idromele tradizionale a Masera nasce anche una versione più moderna, con bollicine ottenute attraverso una rifermentazione in bottiglia.

 

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