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Peste suina: attenzione alta anche nel VCO

A livello locale al momento nessuna segnalazione rispetto al rinvenimento di cinghiali morti, che è uno dei principali indicatori di presenza del virus

Peste suina: se attualmente le zone interessate sono quelle della Provincia di Alessandria e della Liguria, dalla Regione Piemonte l'indicazione di un monitoraggio a tappeto di tutte le carcasse di cinghiale sul territorio regionale.

Nel VCO al momento nessuna segnalazione rispetto al rinvenimento di cinghiali morti, che è uno dei principali indicatori di presenza di peste suina. Lo riferisce il comandante della Polizia Provinciale del VCO Riccardo Maccagno. Stiamo parlando di carcasse che potrebbero essere avvistate ad esempio dai frequentatori della montagna, che vanno segnalate alla Polizia Provinciale e quindi all'Asl proprio perché potrebbero essere un indicatore dell'arrivo del virus anche nel Verbano Cusio Ossola. L'ampliamento della zona infetta è comunque atteso, così come non è certo inverosimile l'arrivo della peste suina nel Vco. <Il trasporto del virus non avviene solo per via animale – spiega il comandante Maccagno - , e si tratta di un virus piuttosto resistente>. E' sufficiente per esempio che un cane da caccia pesti un escremento infetto oppure morda una carcassa per far circolare la peste suina africana anche su ampie distanze. Da qui la necessità di individuare tempestivamente ed isolare le zone infette. Secondo le indicazioni del Piano nazionale per l’eradicazione dell’epidemia, si stima che in Piemonte andrebbero abbattuti in un anno circa 50 mila cinghiali. Un’azione che per essere maggiormente efficace andrà inserita in un contesto interregionale, per il quale il Piemonte ha già chiesto al Governo la nomina di un commissario ad hoc, proponendo l’attuale direttore dell’Istituto sperimentale zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Angelo Ferrari.

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