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Omegna. Dal lago emergono 16 ordigni

Recuperati dal fondo del lago d'Orta 16 ordigni. Sul posto Marina Militare, Esercito e Carabinieri
 
 
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Dopo il Sulky affondato da trent'anni con i resti di due persone a bordo, questa volta dal lago d'Orta sono emersi ordigni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. A notarli i Sub durante un'immersione. Si tratta di residuati di fabbricazione sia italiana, sia tedesca e americana. Per riportarli in superficie sono arrivati questa mattina gli uomini della Marina Militare del Nucleo Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi di La Spezia, e i militari del 32° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Alpina Taurinense, oltre i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Verbania con il tenente Christian Tapparo e della locale Stazione del comandante Paolo Puglisi. 
In tutto sono stati recuperati ben 16 ordigni, tra cui una bomba da mortaio, granate di diverse misure, granate perforanti, fumogene e d'artiglieria. Di essi pochi erano inerti, gli altri sono stati messi in sicurezza dagli artificieri e poi portati in una cava a San Bernardino Verbano dove sono stati fatti esplodere. Difficile ipotizzare cosa ci facessero sul fondo del lago. Forse qualcuno dopo la Guerra aveva deciso di liberarsi degli ordigni trovati in un granaio o in una cantina e li avrebbe così buttati da una barca. Un altro dei misteri che il lago d'Orta custodirà.
 
Maria Elisa Gualandris 
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