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Italia Nostra : "I parchi storici delle ville e il Piano Grande del Toce come beni da salvare"


È quanto emerso durante il tema del convegno organizzato a Casa Ceretti a Verbania nell’ambito della Settimana del Patrimonio Culturale

Invitate le parti politiche amministrative e cittadine. Il primo tema riguardava il recupero dei parchi pubblici storici delle coste piemontesi dei laghi Maggiore e Orta. L’altro aspetto invece è stato dedicato al Piano Grande di Fondotoce. “L’occasione propizia per suggerire questi progetti - spiega il vice presidente Filippo Pirazzi - deriva dalle disponibilità finanziarie del PNRR che mette a disposizione dei territori ingenti risorse finanziarie con il primo dei sei pilastri, quello relativo ad interventi strutturali in favore di cultura e turismo. Somme che potrebbero consentire il recupero e la valorizzazione, a fini culturali e turistici, di un patrimonio ora in stato di abbandono, se non in un vero e proprio degrado”. Italia Nostra VCO e Novara aveva individuato all’uscita del bando una dozzina di giardini e parchi di ville private trascurati e malridotti tra il Verbano e il Cusio, meritevoli di recupero ai fini di una fruizione pubblica, proponendo allo Stato una scheda di fattibilità, argomentata e motivata. Cinque di questi parchi (villa Maioni ad Intra, palazzo Cioia a Suna, villa Fedora a Baveno, villa Cavallini a Lesa e villa Nigra a Miasino) risultano al momento in fase di valutazione presso il Ministero MiC, ed entro il mese di giugno si conosceranno quali verranno ammessi al beneficio dei fondi previsti dal PNRR e in quale misura. Le architette Sofia Inghilleri e Sara Sacco (assessore comunale) hanno illustrato al pubblico presente in sala la condizione attuale e le prospettive future di villa Nigra di Miasino sul Lago d’Orta. La seconda parte dell'incontro è stata dedicata alla presentazione pubblica della proposta di riuso funzionale della nota Cascina del Piano Grande di Fondotoce, affinché possa diventare la main hall del Parco Nazionale Val Grande, così come auspicato dalle associazioni di protezione ambientale locali, unite nell’idea fin dal 2019. Non un ennesimo ufficio turistico, spiegano dall’associazione, ma un vero e proprio portone di accoglienza e fruizione, suggeritore di pacchetti soggiorno e vacanza nei parchi del VCO, competente ed esperto. “Ancora una volta purtroppo - conclude una nota dell’associazione - è mancato, invocato dai più, il confronto con il Comune di Verbania che, pur presente con il proprio assessore di riferimento, per evidenti impegni, ha dovuto abbandonare l'incontro prima di poter intervenire".

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