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"Operazione controcorrente"

Scoperta attività di bracconaggio ittico. Perquisizioni effettuate nelle province di Novara, Varese, Milano e Ravenna

E’ stata battezzata ’operazione “controcorrente”. Si tratta dell’indagine sul bracconaggio ittico avviata dai carabinieri forestali di Torino e Novara. E’ scattata alle prime luci dell’alba nelle province di Novara, Varese, Milano e Ravenna. Sono state eseguite perquisizioni e sequestri a 6 rumeni e 2 italiani, indagati per bracconaggio ittico, al commercio di alimenti non genuini. L’indagine della procura della Repubblica di Novara è nata a seguito di segnalazioni su pesca di frodo su corsi d’acqua del Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. La base individuata a Borgo Ticino. Gli indagati utilizzavano elettrostorditori, reti ed arpioni e riuscivano a catturare quantitativi di fauna ittica che veniva trasferita in una cascina di Borgo Ticino, dove il pesce veniva lavorato e depositato per la successiva commercializzazione nell’Est Europa. La pesca con corrente elettrica è vietata e dannosa per l’ambiente perché causa la distruzione dell’ecosistema già in sofferenza per la carenza idrica. Il volume d’affari e’ stato stimato in oltre 200.000 euro anno. Il pesce viaggiava con documentazione falsa. Le perquisizioni hanno visto impiegati oltre 40 militari. Le indagini proseguono per individuare soggetti e ditte italiane coinvolte

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