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Il presidente di Uncem scrive all’allevatore di Aurano che ha perso 30 capi

Marco Bussone : “serve piano europeo per contenere attacchi”

"Dev'esserci la volontà di stare dalla parte degli allevatori, delle nuove generazioni che lavorano sul territorio allevando capre, pecore, vacche e portando greggi e mandrie al pascolo. Ma le istituzioni devono farlo con concretezza". Così Marco Bussone, presidente nazionale Uncem (Unione nazionale Comuni comunità enti montani), sul caso dell'allevatore di Aurano, Mauro Morandi, che in due mesi ha visto la morte di 30 capre dei suoi allevamenti dopo diversi attacchi di lupo. Con lui una ventina di allevatori del Vco avevano scritto a Mattarella, oltre che a Cirio e al prefetto. Uncem, con una lettera indirizzata all'allevatore, si schiera al loro fianco. "Abbiamo chiesto in molte occasioni, e ancora recentemente al Ministero dell'Ambiente, di definire al più presto il 'Piano lupo nazionale - dice Bussone -, e che venga attuato d'intesa con gli altri Paesi europei alpini. Dobbiamo scriverlo insieme nel quadro delle Politiche europee su biodiversità e agricoltura. Quello che fanno altri Paesi alpini per contenere le predazioni, sia attuato anche in Italia". Bussone prosegue: "Uncem sta dalla parte degli allevatori, delle imprese, degli imprenditori. Lo abbiamo detto più volte - conclude - anche riferendoci ai cinghiali. Sul lupo occorrono strategie di contenimento efficaci e durature. Gli attacchi si stanno verificando troppo spesso, nell'Ossola come nelle valli cuneesi e nelle Valli di Lanzo". Bussone chiama in causa Roma : “ I Ministeri competenti per materia - Politiche agricole e Ambiente – chiede -lavorino per proteggere un'agricoltura di montagna che non può vedere operatori e allevatori soli, in alpeggio o vicino alla stalla, perché non hanno soldi per pagare collaboratori. E manco possiamo avere personale preso per caso, anche da qualche Paese extraeuropeo, e mandato lì in alpeggio allo sbaraglio. È già successo. Senza demagogia abbiamo detto che non va bene, pur ribadendo che negli ultimi anni, solo l'immigrazione e la presenza di stranieri ha salvato intere filiere produttive agricole, zootecniche e della trasformazione lattiero-casearia in tante parti d'Italia, in tante stalle, più o meno alte. Questo processo va guidato con serietà, lungimiranza, formazione, senza ideologia e faciloneria interpretativa”. 

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