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La lince è tornata nel VCO

E' stata filmata dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri Forestali del VCO a Montecrestese, in valle Isorno, a circa 1700 metri di altitudine, lo scorso 27 agosto. E' il più raro mammifero italiano ed il più grande felino europeo. L'ultimo avvistamento tra le valli Antigorio e Formazza nel 2015

La lince è tornata nel VCO. E' il più raro mammifero italiano ed il più grande felino europeo. E' stata filmata dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri Forestali del VCO a Montecrestese, in valle Isorno, a circa 1700 metri di altitudine, lo scorso 27 agosto. Il video mostra anche l'orario, erano le 19.20. Questo è un rarissimo esemplare di lince euro-asiatica, sono tra le pochissime immagini registrate in Piemonte del felino. I Carabinieri Forestali spiegano che si tratta presumibilmente di un maschio di giovane età, in buono stato di salute. L'animale non veniva immortalato nel Verbano Cusio Ossola dal 2015 quando era stato identificato tra le valli Antigorio e Formazza. Il felino fa presumibilmente parte – spiegano sempre i militari – della popolazione di origine svizzera in espansione verso Sud. Dal 2001 infatti nell'ambito del progetto europeo "Life Lynx" sono stati reintrodotti 12 esemplari di lince in Svizzera e Slovenia.

Si tratta di una specie d'interesse comunitario tutelata da una specifica direttiva e particolarmente protetta anche dall'ordinamento nazionale (con una legge che ne impone il divieto assoluto di caccia) e dall'ordinamento internazionale attraverso la Convenzione di Washington del 1975 che l'ha inserita tra le specie minacciate di estinzione.

Secondo un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche risultava pressoché estinta in Italia durante gli anni '80, al momento si stima una presenza di 15 esemplari sul territorio nazionale in particolare nell'arco alpino orientale tra Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Una lince adulta pesa dai 20 ai 30 chili, è lunga un metro, un metro e trenta con un'altezza di circa 55 cm. Si nutre soprattutto di ungulati (caprioli, cervi e camosci) ed ha un'area di caccia particolarmente ampia anche oltre i 400 km quadrati. Ha un carattere schivo e questo predatore – spiegano i Carabinieri Forestali – non costituisce un pericolo per l'uomo. L'attività di monitoraggio ambientale e faunistico dei Carabinieri Forestali prosegue con riferimento a tutte le specie protette e di interesse comunitario come grandi carnivori, rapaci e galliformi alpini. A riguardo raccolgono anche qualunque tipologia di segnalazione.

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