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Partiti in questi giorni, si concluderanno entro fine anno i lavori di recupero dei giardini di Villa Biraghi a Vogogna


Si tratta dell'“intervento emblematico” del Progetto InTerraced-net


La Giornata Europea della Cooperazione del 21 settembre è stata celebrata a Vogogna con la presentazione nel Castello medioevale del progetto di restauro del giardino storico verticale di Villa Biraghi, a Vogogna. L'iniziativa è stata scelta quale "intervento emblematico" nel quadro del progetto Interreg Italia-Svizzera "InTerraced- Strategie integrate e reti per la conservazione e la valorizzazione del Paesaggio terrazzato transfrontaliero" che coinvolge un territorio di 261 km con 71 Comuni tra Lombardia, Piemonte Valle d’Aosta e il Cantone dei Grigioni (CH) per un totale di 198.703 abitanti.
“Il Giardino, che si sviluppa lungo il pendio su cui sorge il Castello, con terrazzamenti collegati da scale e percorsi che si inerpicano lungo falesie di roccia affioranti è stato nei secoli un elemento di pregio sia per Villa Biraghi che per il borgo di Vogogna. Si tratta di un importante progetto di valorizzazione ambientale che culminerà con il recupero della Rocca” ha dichiarato il sindaco di Vogogna, Marco Stefanetta.

Dopo il saluto istituzionale della Provincia del VCO, rappresentata da Rino Porini, grande soddisfazione è stata espressa da Luigi Spadone, neopresidente del Parco Nazionale Val Grande: “Interraced-net è un progetto sinergico tra 9 partner (2 svizzeri e 7 italiani tra cui l’Ente Parco e l’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Ossola) per dare dignità ai terrazzamenti creati da generazioni di alpigiani che vivevano in montagna garantendone la vita. Un paesaggio terrazzato in ordine è, infatti, una tutela contro frane e dissesti idrogeologici, così come il recupero di un giardino caratterizzato da muretti a secco diventa un’operazione di estrema importanza dal punto di vista architettonico, culturale, ma anche per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, valori cari alla Carta Costituzionale”.
Ed è attraverso le parole di Paolo Volorio, presidente Associazione ACOI Associazione Culturale Ossola Inferiore, supportate da suggestive immagine d’epoca, che è stato possibile percorrere un affascinante viaggio alla scoperta del giardino storico di Villa Biraghi scoprendo molte curiosità: dalla presenza di muretti a secco secondo “una moda” tra i giardini ossolani, ai diversi belvedere realizzati grazie ai dislivelli del terreno, alla presenza di una grande piscina che per il primo decennio del Novecento era davvero inusuale.
L’aspetto progettuale di recupero e valorizzazione dell’orto botanico è stato presentato dall’architetto Enrico Marforio. Partendo dalle poche fotografie disponibili e dallo stato di abbandono dell’area, unita allo spoglio di quasi tutti gli elementi architettonici quali colonnati, balaustre, etc., il professionista con l’arch. Daniele Moro ha elaborato un piano che prevede la ricostruzione dei muretti a secco secondo tecniche tradizionali e con l’impiego di maestranze locali, oltre alla ricomposizione dei percorsi per renderli fruibili e all’inserimento di elementi che si rifanno a quelli preesistenti.
Il recupero riguarderà anche l’aspetto della vegetazione del giardino, come ha illustrato Gioacchino Minafò, dottore agronomo. La mancanza di terra e, parzialmente, di acqua, oltre ai numerosi terrazzamenti, hanno imposto la scelta di piante resistenti e adatte anche alle basse temperature. Grazie al ritrovamento di un dettagliato elenco, sarà possibile mettere a dimora essenze vegetali un tempo già presenti nel giardino (come la Lobelia, la Jucca, rododendri ed altre piante diffuse a inizio secolo sul lago Maggiore grazie all’intensa attività dei vivaisti) e inserendo nuove varietà e bordure cascanti, d’effetto durante i periodi di fioritura.

“Il progetto di restauro del giardino verticale di Villa Biraghi rappresenta uno degli ultimi interventi previsti da Interraced-net, che iniziato nel 2019 si concluderà a fine anno” ha spiegato Cristina Movalli, responsabile del Servizio di promozione e conservazione della natura del Parco Nazionale Val Grande. “Grazie a un finanziamento di 156.210 euro sono state svolte azioni di sviluppo, pianificazione e valorizzazione, anche in chiave turistica, del paesaggio terrazzato. Tra le attività svolte: coordinamento, comunicazione, analisi a livello settoriale e integrato, elaborazione di una Carta del paesaggio terrazzato transfrontaliero, interventi e lavori dimostrativi (come il restauro del giardino di Villa Biraghi), creazione di una rete di luoghi e di dieci itinerari su aree tematiche come paesaggi terrazzati, arte e fede, architettura rurale, etc. (con altrettante escursioni guidate gratuite), laboratori didattici per ca. 200 studenti incentrati sull’importanza dei terrazzamenti con esercitazioni pratiche. In programma: un concorso di geocoaching tra i punti d’interesse dei paesaggi terrazzati dei partner di Interraced-net, due corsi di formazione, teorico e pratico organizzati dalle Aree protette dell’Ossola, un documentario e un convegno conclusivo in programma il 10 e 11 novembre.
L'arte della costruzione dei muretti a secco è stata riconosciuta dall’UNESCO come “patrimonio culturale immateriale”dell'Umanità. E’ la seconda pratica agricola e rurale che ottiene questo riconoscimento.
Un aperitivo con prodotti locali a cura del Formont e alla presenza degli studenti ha concluso l’incontro.

Per informazioni:
Parco Nazionale Val Grande - Tel. 0324 87540 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio Stampa: Gokotta Comunicazione

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