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Il campione olimpico Massimo Stano a Verbania



Ospite di Luca Scolari ha scelto Verbania per lanciare la sua marcia per la Pace da Gerusalemme a Betlemme

«Sarò in marcia in Terra Santa perché le parole razza e specie non esistono nel mio vocabolario. Uniremo Gerusalemme a Betlemme nel segno della fratellanza. Sarà un grande evento, cammineremo insieme con chi vorrà unirsi a quest’avventura, per vincere molto di più di un’Olimpiade. Con noi ci saranno tutti gli amici che credono in un mondo migliore». Il campione olimpico Massimo Stano ha dato la notizia ieri, giovedì 6 ottobre, da Verbania, città del Piemonte gemellata con Betlemme.

«Ho aderito al progetto di Assist for peace voluto da Luca Scolari. Partiremo dal playground che l’associazione, col sostegno di atleti, imprenditori e uomini dello spettacolo, aveva realizzato nel 2016 a Gerusalemme, per arrivare nel campo di Betlemme, nato nel 2019 sempre grazie ad Assist for peace» commenta Stano, campione della 20 km a Tokyo 2020, del mondiale della 35 a Oregon nel 2022 e detentore del record europeo di specialità.

Un pugno di chilometri divide la Città Santa dalla “culla” della Cristianità, Betlemme. Chiamare a raccolta altri grandi campioni che si uniranno in questo “cammino” nei prossimi mesi, varcare quel confine, significherà proseguire nel progetto di Assist for peace che, promuovendo la costruzione di playground aperti a tutti, dove possono giocare bambini di ogni credo religioso, aveva inteso creare un ponte virtuale tra due realtà vicine ma divise. «Saranno le persone, come nella fiaccolata della pace che avevo organizzato nel 2006 - spiega Scolari -, a unire due territori, e come sempre nelle nostre iniziative, sarà lo sport con i suoi protagonisti, a diventare simbolo, espressione di “un campo comune” dove possono crescere le idee, dove si crede in una pace possibile».

Non è ancora stata resa nota la data dell’iniziativa, l’obiettivo è di realizzarla nei primi mesi del 2023. Spiega ancora Stano dal Lago Maggiore: «Quando Luca Scolari mi ha parlato dei suoi progetti non ho avuto dubbi: è un onore per me. Lo sport unisce, azzera le differenze. Amo scoprire nuove culture e se posso aiutare non mi tiro indietro. Molti hanno scritto parole di elogio quando in gara mi sono fermato per aiutare un atleta concorrente o del mio inchino per rendere onore agli atleti giapponesi, ma io sono fatto così, forse anche perché pratico uno sport che è fatica e sofferenza e credo nella forza di chi si mette in prima linea per promuovere idee di condivisione e fratellanza».

Era il settembre del 2016 quando nasceva il Jerusalem sports playground. La struttura è stata realizzata dal progetto Assist for peace nel quartiere armeno della Città Vecchia di Gerusalemme grazie alla disponibilità del locale Patriarcato. Aveva visto il sostegno di diversi campioni internazionali e Carlo Ancelotti, che aveva aderito sin dal primo momento al progetto, nel 2017 vi si recò per un “allenamento speciale” alle squadre di bambini ebrei, arabi e armeni, che insieme ancora oggi vi giocano quotidianamente. Tra gli altri testimonial del progetto si contano Novak Djokovic, Sebastian Vettel, Vincenzo Nibali, Javier Zanetti, Gianluigi Buffon, Federica Pellegrini e Valentino Rossi, e diversi altri campioni.

Nel maggio del 2019 nasceva invece il secondo campo del progetto Assist for peace, nel cuore di Betlemme. È intitolato alla memoria di Davide Astori, il calciatore di Fiorentina, Cagliari e Nazionale (scomparso il 4 aprile del 2018). La struttura, l’unica in città aperta tutto il giorno a chiunque, offre a bambine e bambini un luogo dove potersi incontrare e portare la propria passione per lo sport a due passi dalla Basilica della Natività.

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