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Dormelletto, tre rinvii a giudizio per gli anziani morti di Covid nella Rsa

Il Gip del Tribunale di Verbania ha accolto le richieste del pm Nicola Mezzina

Finirà nelle aule del tribunale di Verbania la vicenda delle morti per Covid 19 nella Rsa “Anni Azzurri Palladio” di Dormelletto avvenute nella primavera del 2020, quando scoppiò la pandemia. Tre sono le persone rinviate a giudizio, il direttore sanitario della struttura gestita dalla società “Kos Care” di Milano, e due medici. Il processo è finalizzato ad accertare se i decessi, 15 in particolare, potevano essere evitati. Le indagini erano partire a seguito della denuncia da parte di familiari delle vittime e in seguito anche ad un esposto della stessa Asl, messa al corrente di quanto stava accadendo dal sindaco Lorena Vedovato. I tre rinviati a giudizio sono accusati di omicidio colposo, in riferimento alle norme specialistiche sulla salute del cittadino; andranno a processo il 15 febbraio 2023. I decessi sarebbero avvenuti tra il 23 marzo e il 20 aprile 2020, l’età media delle persone scomparse si attestava attorno agli 85 anni. La maggior parte dei parenti delle vittime ha scelto di non costituirsi a giudizio, ma sarebbero in tempo per farlo alla prima udienza. I legali degli imputati avevano chiesto il non luogo a procedere. Nel periodo interessato dalle morti degli ospiti lo stesso direttore sanitario, dimessosi qualche mese dopo, si era ammalato di Covid ed era stato a lungo assente dalla Residenza per anziani di Dormelletto. Il giudice ha ritenuto opportuno il dibattimento in aula, dopo aver tenuto conto delle evidenti differenze di valutazioni tecniche nelle consulenze mediche e infettivologhe presentate dalle parti. Il giudice delle indagini preliminari che se ne occupa è Annalisa Palomba che, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Nicola Mezzina, ha stabilito il rinvio a giudizio dei tre indagati. Il processo dovrà stabilire se ci sono state effettive responsabilità o negligenze da parte dei medici. Casi analoghi, finiti a processo, si sono verificati anche nelle maggiori regioni italiani, Lazio, con Roma in testa, e Lombardia e Veneto.

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