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Il 9 maggio Tadini era sul tetto della cabina 3 e i forchettoni erano inseriti, stamattina in aula il video

Un video proiettato in aula stamattina durante l'incidente probatorio al Tecnoparco di Fondotoce 

 

E' entrata nel vivo oggi la discussione della perizia sulle cause della tragedia della funivia del Mottarone. Va avanti l’incidente probatorio che si svolge al Tecnoparco di Fondotoce. Le prime domande al collegio del professor Antonello De Luca sono state poste dalla procuratrice Olimpia Bossi. La perizia sulle cause è stata depositata in Tribunale lo scorso settembre dopo mesi di esami e di prove tecniche in particolare sulla fune spezzata, la testa fusa e le altre componenti dell’impianto. In aula è stato proiettato n video del 9 maggio 2021, due settimane prima della tragedia. Nelle immagini si vede, la mattina, prima della partenza della funivia, Tadini sul tetto cabina a verificare problemi circuito idraulico. Si sente un cicalino che potrebbe corrispondere all'allarme per la pressione bassa. Dalle immagini di vedono i forchettoni inseriti.

Nel pomeriggio la parola è andata alle difese, con le domande dell’avvocato Marcello Perillo, difensore del capo servizio Gabriele Tadini, che ha chiesto delucidazioni sulla rottura della fune: “Vogliamo sapere da quanto tempo era danneggiata, e le cause. Perché le altre funi erano intatte? Quando è iniziata la ‘fatica’ di cui parla la perizia?” ha detto a margine dell’udienza. Nelle conclusioni dei periti, infatti, si legge che il 68% dei fili che componevano la fune traente che si è spezzata erano usurati. I periti parlano di un’usura risalente a prima del 23 maggio, giorno della tragedia, ma non stabiliscono a quando.

E ancora Perillo: “Nella perizia non si parla di quanto personale c’era, quanti macchinisti e quale formazione avessero. Per quanto riguarda i sistemi di allarme, io so che quello di Leitner è stato installato nel 2016, mentre Tadini non era caposervizio. E che poi, quando lo è diventato, non ha ricevuto la formazione adeguata”.

Nel pomeriggio l’udienza è stata aggiornata a domani mattina, con la parola che passerà agli altri avvocati difensori.

La prima parte della mattinata, invece, è stata dedicata a ulteriori chiarimenti sulla perizia informatica e in particolare sulla lettura dei dati registrati dalla “scatola nera” e in particolare sui segnali di allarme che comparivano.

Sono già state fissate altre due udienze, per il 15 e il 16 dicembre prossimi.

 

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