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Accoltella i fratelli, ai domiciliari

Non voleva che il padre venisse ricoverato in una struttura il trentenne arrestato per aver accoltellato i fratelli. Cade il tentato omicidio

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Si trova agli arresti domiciliari ed è caduta l’accusa di tentato omicidio il trentenne difeso dall’avvocato Gabriele Pipicelli arrestato a Lesa dai Carabinieri per aver accoltellato due fratelli nel corso di un litigio familiare, colpendone uno al petto, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Borgomanero, e ferendo l’altro più lievemente al braccio. Il Gip questa mattina ha convalidato l’arresto, disponendo per lui la misura della custodia cautelare ai domiciliari, e ha riqualificato l’accusa di tentato omicidio in lesioni personali aggravate. Il trentenne ha risposto alle domande del giudice e ha detto di essersi soltanto difeso. “E’ una vicenda triste in ambito familiare - spiega l’avvocato Pipicelli -, ma sono convinto del fatto che l’indagato non avesse assolutamente intenzione di fare del male al fratello, ma che abbia agito per difendersi”. Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte dai militari intervenuti sul posto, la famiglia, composta da genitori e cinque figli, quattro maschi e una femmina, era divisa da tempo in due fazioni: l’indagato e la sorella volevano far restare a casa con una badante il padre affetto da una malattia degenerativa, mentre gli altri tre lo avrebbero voluto ricoverare in una struttura. Una situazione difficile da tempo, esplosa a tavola. E’ nata una colluttazione, e saranno le indagini a stabilire chi abbia iniziato per primo a passare alla violenza, e il trentenne avrebbe colpito al braccio un fratello, sferrando poi un fendente al petto a un altro fratello che sarebbe intervenuto per dividerli. L’indagato ha detto di essersi visto aggredire da tutti e tre i fratelli e di aver agito così per legittima difesa. L’arma, un coltello da cucina, non è stata trovata.  

 

Maria Elisa Gualandris

 

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