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Rimborsopoli, frai 10 assolti anche il verbanese De Magistris

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E' finita con l'assoluzione con formula piena la vicenda di Rimborsopoli in tribunale a Torino per l'ex presidente Roberto Cota. E ora l'ex governatore piemontese commenta: “Le mutande verdi erano una falsità, tirata fuori da chi voleva buttarmi giù e purtroppo ci è riuscito con un'operazione di palazzo. Sapevo di essere innocente e oggi mi sono tolto un bel peso - aggiunge - anche se tutto quello che hanno fatto a me, e ai piemontesi, resta...".

All'ex governatore leghista venivano contestate spese complessive per 25 mila euro, tra cui l'acquisto di un costume da bagno verde, appunto le ormai famose 'mutande verdi'. "Ho subito una campagna mediatica senza precedenti su una vicenda inventata di sana pianta - ribadisce Cota -. Un modo per screditarmi mentre venivano annullate, dopo quattro anni, delle elezioni il cui risultato era assolutamente regolare. Sono stato annientato, non mi sono potuto neppure ripresentare alle elezioni - insiste - e i piemontesi sono stati così privati del loro voto. Una cosa che non ha precedenti in nessun Paese civile". Dopo l'addio alla segreteria regionale della Lega Nord, Cota è tornato a fare l'avvocato. "Rientrare in politica? Al momento è una domanda a cui non so dare una risposta - conclude -. A differenza di tanti politici lavoro, ho riaperto il mio studio legale, e lo faccio con passione. Vorrei solo che i piemontesi sappiano che sono una persona onesta, che ho lavorato come governatore con impegno e che ho fatto riforme importanti. Per il resto c'è tempo...". E quella di oggi è una bella giornata anche per l'ex consigliere regionale della Lega Nord Roberto De Magistris. “Sono sempre stato convinto che la questione penale si sarebbe risolta – dice dopo aver ascoltato a Torino la lettura della sentenza -, anche perché ero già stato assolto due anni fa dalla Corte dei Conti. L'unico mio timore era per l'aspetto politico che da subito ha preso l'indagine e comunque lamento la disparità di trattamento tra i consiglieri del Pd e noi”. Prosegue De Magistris: “Mi hanno molto offeso le parole del pm nella sua requisitoria. Fortunatamente il giudice non ne ha tenuto conto. La soddisfazione è di essere stato assolto perché il fatto non sussiste, quindi con formula piena”. Conclude De Magistris: “Da quando questa vicenda è iniziata non mi sono più candidato nemmeno all'assemblea di condominio e ora prima di riprendere l'attività politica aspetterò che la sentenza diventi definitiva”.

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