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'Oggi non ci sono più lacrime', a Bognanco l'addio a Camilla e Alessio

 Una folla per l'ultimo saluto ai due ragazzi scomparsi tragicamente sabato notte, per loro messaggi e palloncini bianchi

 
 

valentini spadazzi

 
 
E’ stata una predica toccante e sentita quella che ha accompagnato  i funerali di Alessio e Camilla. Una messa funebre che ha unito la valle Bognanco con Domodossola; i giovani dei due centri  con gli anziani del posto; la passione per lo sport con quella per le montagne attorno al Monscera.
 
L’estremo saluto dato da  Bognanco ai due ragazzi, un addio che ha visto accomunati sotto la tristezza infinita non solo le due famiglie, ma anche le rispettive comunità, associazioni, scuole e società sportive. ‘’Il silenzio che era sceso 2 mila anni fa sul mondo, lo stesso silenzio è  sceso oggi su Bognanco’’  ha detto il sacerdote ricordando la resurrezione e ammettendo che ‘’oggi non ci sono più lacrime’’.
 
Davanti a lui le bare con le salme di Alessio Spadazzi, 18 anni, e Camilla Valentini, 17,  morti nell’incidente stradale avvenuto nell’alta valle. Una disgrazia immane, che ha visto raccogliersi attorno alle due famiglie tantissima gente. A portare le bare a spalla i componenti del gruppo sportivo Bognanco, per il quale Camilla aveva  gareggiato, e quelli della Cestistica domese dove Alessio giocava. La passione per lo sport li accomunava.
 
Strapiena di gente  la chiesa di San Lorenzo e strapieno il piazzale antistante dove gli amici di Alessio e Camilla avevano lasciato decine di saluti, scritti sui palloncini bianchi legati alla ringhiera che costeggia la strada. Sul sagrato, Alberto e Valentina leggevano poche righe di ricordo per la sorella Camilla e il fratello Alessio, che il destino si è portato via. Con il caldo e la tensione che ha visto due persone colpite da malore.
 
Momenti percorsi da una sofferenza infinita. E con le parole del sacerdote che ancora riecheggiano in chiesa: ‘’Anche tu Signore, di fronte alla sofferenza, non puoi trattenere le lacrime’’. Le stesse che hanno segnato i volti  di chi è era salito sin qui a dire addio a Camilla e a Alessio. (di Renato Balducci)
 
 
 
Pubblichiamo di seguito il ricordo di Alessio Spadazzi di Davide De Tomasi, che era stato suo allenatore: 
 
  Esistono momenti nella vita di ognuno di noi in cui troppe domande non trovano risposta. L'addio prematuro che abbiamo dovuto dare ad Alessio fa parte di queste. Ci ha lasciato un ragazzo come se ne trovano pochi ed un perché, francamente, non è trovabile. La fede, la spiritualità o addirittura la ragione possono essere fonte di conforto per amici e parenti, ma personalmente preferisco pensare all'eredità che un così giovane uomo ci ha lasciato. Si, perché nonostante non avesse ancora raggiunto i vent'anni, Alessio con la sua semplicità e la sua armonia è stato in grado di lasciarci dei doni meravigliosi. In una società dove ostentare e gridare al mondo la propria esistenza è all'ordine del giorno, Alessio faceva parte di quella ristrettissima cerchia di persone belle per quello che sono, buono, vero, con un'educazione esemplare. Un ragazzo di classe, che ho avuto il piacere di incontrare qualche anno fa in palestra, al quale ho cercato di insegnare qualcosa di pallacanestro, anche se a quella virata a sinistra non ci volevi proprio rinunciare. Chi, come me, ti ha incontrato può ritenersi un privilegiato e la tua assenza non potrà essere rimpiazzata. Perciò, usando termini cestistici (lo sport che tanto hai amato) Ale ha giocato la sua ultima partita: il cambio a cui lo costringe il coach non si comprende e tutto il pubblico fischia aspramente la scelta, ma per Ale c'è un'autentica ovazione, una standing ovation riservata solo ai campioni e lui, per tutti noi, lo è sempre stato in ogni aspetto della sua vita. Ciao Alessio. Grazie.
 
Davide De Tomasi 
 
 
 
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