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'Arigatò' ragazzi… ci vediamo a Parigi…

La fiamma è spenta, le olimpiadi di Tokyo sono finite, Olimpiadi per noi gloriose col bronzo di Elisa e con l’oro di Filippo, una Olimpiade da applausi per un Lavarini che porta la Corea al quarto posto contro pronostico… E Parigi non è così lontana….

Ragazzi che Olimpiade, al di là della lunga serie di emozioni che tutti non possono che aver provato con le 40 medaglie portate a casa dalla spedizione italiana, tacciata troppo presto come fallimentare dopo pochi giorni e terminata invece col record assoluto di podi, per noi che Olimpiade è stata? Grandiosa, fantastica, piena di felicità: indimenticabile infatti il secondo bronzo consecutivo per una Elisa Longo Borghini che è stata l’unico squillo del ciclismo su strada in una gara pazza, un pochino per colpa delle condotta delle olandesi. La caparbietà dell’ornavassese nel cercare una medaglia quando ormai pareva fosse scappata è stata commovente ed ha scatenato applausi a scena aperta, per una ragazza che quando si tratta di correre col cuore non si è mai tirata indietro; Elisa un colpo grosso (me due medaglie olimpiche consecutive lo sono già), un mondiale o un europeo lo meriterebbe davvero. E Ganna? Beh che dire: 4 mondiali in pista, un mondiale nella crono, un oro olimpico e moneta. Basta? Ganna è attualmente il volto più bello del ciclismo italiano. La sua condizione era ottima e chi ha occhi per guardare e non solo per vedere lo ha capito già con il quinto posto della crono, disputata su un tracciato che era più da classica che da specialità. Un quinto posto a un nulla dal podio significava ciò che poi si è visto in pista. Un quartetto affiatato, plasmato da anni di lavoro anche difficile, con trasferte nei velodromi esteri, perché in Italia ce n’è solo uno e spesso si ‘ferma’. Il record mondiale, l’oro e le trenate impressionanti di Pippo nei giri finali di semifinale e finale al Velodromo di Izu sono roba da fenomeno, che ha riportato nel Vco un oro olimpico 21 anni dopo Bebo Bonomi. Due ragazzi che ben conoscono quale sia il sacrificio per arrivare a tanto, ben inculcato da mamma Guidina e papà Marco, entrambi già olimpionici. Non è arrivata la medaglia ma che lavoro ha fatto Stefano Lavarini con la nazionale di Corea? Una squadra che come primo obiettivo aveva quello di qualificarsi; fatto! Poi una volta a Tokyo quello di passare il primo turno: fatto! Ed allora perché non divertirsi eliminando ai quarti la Turchia ed arrivare nelle quattro? Fatto! Per la medaglia con una delusa Serbia era difficile ma il quarto posto finale delle asiatiche consacra il lavoro di un ragazzo cresciuto a pane e pallavolo che ormai va annoverato tra i top coach mondiali e sicuramente il commiato del ‘Lava’ dalla Corea stessa non poteva che essere migliore. Senza dimenticare il lavoro di Stefano Brusco con la nazionale di Mtb che non è andata obiettivamente bene o il servizio di paolo Longo Borghini nel team organizzativo del ciclismo su strada. Poi se vogliamo esagerare siamo contenti anche che in nostro dirimpettaio Noè Ponti, nuotatore ticinese di Locarno, si sia preso un bronzo nei 100 metri farfalla coi colori elvetici e se vogliamo esagerare ancora di più faranno festa anche a Novara, perché due della Igor Volley, la regista Micha Hancock e la centrale Hashleigh Washinghton portano l’oro vinto con la nazionale degli Usa allenata da quel Karch Kiraly che è stato oro da giocatore di pallavolo (84/88), da beacher (96) e da allenatore (2021). Insomma bravi, bravi ed ancora bravi ai 40 medagliati italiani ma anche a tutti gli azzurri che hanno partecipato, perché andare ad una Olimpiade o ad una Paralimpiade e lo dimostra il fatto che due atleti di livello internazionale e di grandi capacità come Carlo Tacchini e Riccardo Bagaini non sono andati o non andranno a Tokyo. Citius, Altius, Fortius…Forza ragazzi, Parigi non è così lontana…  

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