logo1

Quando il futuro Re d’Inghilterra arrivò all’Isola Bella…

Era il 1985 e l’attuale neo sovrano di Inghilterra Carlo III, allora principe, insieme alla consorte; l’indimenticata Lady Diana, fece visita alla famiglia Borromeo all’Isola Bella; il ricordo in questo articolo pubblicato di recente sulla rivista ‘Le Rive’.

Dopo tanti anni il Principe è diventato Re. La scomparsa della grande Regina Elisabetta II dopo 70 anni di regno ha portato sul trono il figlio Carlo, proclamato Re Carlo III. L’attuale sovrano del Regno Unito visitò anche il Lago Maggiore nel 1985, quando era nemmeno quarantenne e da qualche anno marito di Lady Diana. Altri tempi, ma ancora oggi in tanti ricordano quella breve visita. La ricordiamo pubblicando questo articolo apparso negli anni scorsi sulla rivista Le Rive a firma di Gianluca Trentini. Attenzione, trattandosi di un articolo non attuale ma appunto redatto precedentemente alcuni riferimenti temporali ed alcune situazioni (per esempio si parla di Carlo come Principe e non come sovrano) vanno ovviamente ricondotti a due anni or sono:

----

“Rule, Britannia! Britannia, rule the waves; Britons never shall be slaves”, cantava un vecchio brano popolare patriottico della terra di Albione, composto nel 1740 da James Jefferson, poeta e drammaturgo scozzese, parole un pochino retoriche ed anche un pelino desuete, C’è stato però un giorno del 1985, nel quale anche il Lago Maggiore ha cantato il ‘Rule Britannia’ Era fine aprile, una giornata di primavera e l’attenzione era tutta verso la visita niente meno  che di Sua Altezza Reale il Principe di Galles erede al trono del Regno d Inghilterra e possedimenti vari insieme alla sua Augusta consorte principessa. Chi fossero lo avrete certamente capito: lui è il Principe Charles Philip Arthur George Mountbatten-Windsor e lei è Diana Frances Spencer. Il Principe Carlo e Lady Diana, allora la ‘felice’ coppia erede al trono della allora già considerata anziana regina Elisabetta II (ma è ancora li, eccome). Nel pieno degli anni 80 i due erano visti un pochino come la coppia reale per eccellenza. Lui, 37 anni in quel 1985, erede della più importante monarchia d’Europa e lei bellissima principessa di 23 anni che, soprattutto negli anni successivi, riuscirà a fare nei cuori degli appassionati delle ‘vite realì’ ma anche di tutta la gente comune. I due arrivarono in Italia per un lungo viaggio di quelli ufficiali, lo si volle far passare per ‘Viaggio di Nozze’, anche se la coppia effettivamente si sposò il mercoledì 29 luglio 1981 nella St.Paul Cathedral. Un viaggio di tre settimane, dal 19 aprile al 5 maggio, fatto di incontri con la nobiltà italiana ma anche con personalità di rilievo come il Papa Giovanni Paolo II che in quel giorni era pontefice già da 7 anni e con il suo carisma stava iniziando a scalfire la cortina di ferro tra est e ovest ma anche un Sandro Pertini che solo due mesi dopo avrebbe lasciato le stanze del Quirinale a Francesco Cossiga. In quel viaggio, secondo la rivista mondane britannica “Harper’s and Queen” i due avrebbero dovuto incontrare: i Massimo-Lancellotti, i Borghese, i Rospigliosi, gli Aldobrandini, Raimondo Orsini, Maria Pia Fanfani, Gianni, Umberto e Susanna Agnelli (considerata al pari di una famiglia nobile), Emilio Pucci, gli Antinori, i Frescobaldi, Sandra Verusio, Alberto Arbasino, il Presidente de Consiglio dei Ministri Bettino Craxi, Paolo Portoghesi, Alberto Moravia, Marta Marzotto, Renato Guttuso, Marina Lante della Rovere ed i Torlonia. Non solo però, anche la Famiglia Borromeo, il punto focale della nostra storia. Di lontane origini toscane, i Borromeo sono un'importante famiglia della nobiltà milanese, che per secoli ebbe forte influenza sulla città di Milano e sulle zone del Lago Maggiore (il cosiddetto ‘Stato Borromeo’). Tra i membri più noti della casata non si può non ricordare San Carlo Borromeo, cardinale (a cui è stato dedicato il colosso aronese del ‘SanCarlone’) ed il cardinale Federico Borromeo di manzoniana memoria. Va detto che oltre a loro due la famiglia ha contato nel proprio albero genealogico altri quattro principi della chiesa. Sarebbe obiettivamente impossibile ricostruire tutto il viaggio; si ricorda che il ‘Royal Tour’ iniziò il 19 aprile in Sardegna e proseguì a La Spezia, dove il principe ispezionò l’arsenale militare con l’allora ministro della Difesa Giovanni Spadolini. La coppia si spostò quindi a Milano perchè il Principe, appassionato di lirica, desiderava moltissimo assistere alla ‘Turandot’; la serata alla Scala fu nel complesso un successo, se non fosse che appena il principe mise piede in teatro qualcuno si affrettò a raccontare che il tempio italiano della lirica fu completamente distrutto  dai bombardamenti del 1943…Dagli inglesi. Nei giorni successivi, precisamente domenica 21 aprile, ecco la visita al Lago Maggiore, il pranzo a Palazzo Borromeo sull’Isola Bella, ospiti dei Principi Gilberto e Bona. Vi sono ancora oggi, 34 anni dopo, molte testimonianze, anche fotografiche, di quella giornata. I due sarebbero arrivati in auto da Gallarate, dopo la visita ad una industria aereonautica, a Laveno Mombello dove si sarebbero imbarcati su un natante della Navigazione Lago Maggiore per raggiungere l’Isola e dopo il pranzo sarebbero ripartiti. Trattandosi di due ‘personalità di stato’ era ovvio che il protocollo di sicurezza tanto a Laveno quanto all’Isola Bella fosse drastico. Dopo il tratto di strada la lunga ‘royal motorcade’ (ovvero il corteo di automobili con staff e scorta al seguito), arrivò a Laveno giungendo sul lungolago da Via Labiena e Via Porro. La via e la piazza erano transennate perché ovviamente erano decine e decine i curiosi che volevano vedere ‘Carlo e Lady Diana’ e magari strappare loro un sorriso, un cenno, uno sguardo. Ben 12 agenti motociclisti della Polizia Stradale insieme alle pattuglie a far da ‘apripista’ o di scorta alle vetture delle guardie del corpo della coppia reale. Tre vetture Alfetta e poi una Maserata color grigio scuro, targata Modena, blindata, che sul lato destro dell’avantreno portava la classica bandierina con le insegne della casata reale britannica, che accoglieva i principi. Tra le ovazioni dei lavenesi la vettura su fermò direttamente davanti al pontile di imbarco, senza che i due potessero avere contatto con la gente. Dalla Maserati, ferma proprio dove era posto un tappeto orientale che copriva tutto il pontile, il primo a scendere fu Carlo, accolto da prefetto di Varese che allora era Giovanni Conforti, poco dopo scese anche Lady Diana. Il principe era vestito elegante con pantaloni e giacca grigia, una camicia sul rosa sulla quale spiccava una cravatta rossoblù. Diana indossava un tailleur blu scuro con camicia bianca ed una collana di perle preziosa, un tacco non vertiginoso biancoblù con una borsa bianca alla spalla. Il Cerimoniere al seguito presentò al Principe in sindaco di Laveno Ercole Ielmini che di recente, in una intervista rilasciata a ‘La Provincia di Varese’ ricordò che: “La principessa Diana e il principe Carlo sono stati a Laveno circa quindici minuti al massimo ma da mesi c’erano riunioni in prefettura e sopralluoghi delle forze dell’ordine, non possiamo dimenticare il pericolo del terrorismo di allora; ricordo che nemmeno mia moglie poté prendere parte alla visita, e nessun altro membro dell’amministrazione comunale eccetto me, cioè il primo cittadino. Mi chiese quali erano le caratteristiche del posto, da dove venivano le azalee ed i rododendri che ornavano la piazza”. Terminati questi convenevoli i due salirono a bordo dell’allora nuovissimo aliscafo Enrico Fermi (pare fosse un vezzo di Carlo anche un giro in ‘Hydrofoil’) della Navigazione Lago Maggiore, non il Piroscafo Piemonte, come invece succederà poco tempo dopo per la visita dei reali svedesi. La coppia reale usci sul balconcino di poppa del natante salutando la gente in visibilio, che non potè non notare il sorriso e lo sguardo che lasciava trapelare quel poco di malinconia della principessa. L’aliscafò partì per giungere, ovviamente scortato dalle imbarcazioni delle forze dell’ordine nel Golfo Borromeo ed anche da due elicotteri dei Carabinieri. Il viaggio fu anche altrettanto scortato da imbarcazioni di privati che, tenute e debita distanza, suonavano festose le loro sirene. A bordo i due trovarono quale dono del Comune di Laveno una ceramica dell’artista varesino Albino Reggiori ed un mazzo di mughetti racconti nelle valli varesine. Giunti all’Isola bella sbarcarono dal pontile di servizio della Navigazione ed anche li la gente era tantissima; 200 persone che si spintonavano in mezzo ad inviati, cineoperatori e fotografi. “Carlo, Carlo, Diana, Diana, Altezza, Altezza, Principe, Principessa”, gridavano tutti per strappare un sorriso, si un sorriso perché allora non c’erano social e cellulari e al massimo era possibile scattare qualche foto. Erano presenti il già citato principe Gilberto Borromeo, il conte Gianvico Borromeo, il prefetto di Milano Dottor Vicari, il prefetto di Novara (il Vco era allora solo un ‘comprensorio’, il territorio era della provincia novarese) Dott. Corsaro ed il sindaco di Stresa Senatore Cornelio Masciadri. C’era anche il presidente della Azienda Autonoma di Turismo e Soggiorno Giovanni Bertani che donò a Diana un mazzo di Orchidee. I reali raggiunsero Palazzo Borromeo attraverso la scalinata presidiata dai carabinieri abbastanza in fretta e altrettanto veloce fu il pranzo. A cucinare fu lo chef della famiglia Borromeo Arturo Nola; i piatti più graditi? Li raccontò un grande cronista come era Antonio Costantini: risotto pilaf con scampi, carrè di agnello alla salsa di menta, trota salmonata del Lago Maggiore ed un semifreddo pralinato. Dopo una visita ai saloni museo del palazzo e dopo una passeggiata in giardino nella quale Diana si interessò molto del clima, della vegetazione e dei fiori scambiando spesso impressioni con il marito, i due ripartirono per continuare il viaggio verso Firenze e gli incontri con il Papa e Pertini. Fu un giorno comunque passato alla storia . “Nei loro occhi si vede amore”, dichiarò la principessa Bona Borromeo ad un rotocalco; forse allora era difficile forse non impossibile, immaginare che sette anni dopo i due si sarebbero separati, che avrebbero divorziato nell’agosto nel 96 e soprattutto che il 31 agosto a Parigi, Lady Diana Spencer ed il suo compagno Dodi Al Fayed morirono in un incidente (inevitabili poi le dietrologie) sotto il tunnel dell’Alma. Oggi il ricordo di Lady D è ancora vivo nella sua classe e signorilità mentre Carlo vive con Camilla Shades, suo ‘storica’ amante, oggi moglie e Duchessa di Cornovaglia. Quel giorno del 1985 in molto poterono ammirare gli occhi azzurri con quel velo di tristezza di Lady Diana e l’eleganza Carlo d’ Inghilterra, il principe che ancora oggi non è diventato re.     

 

Pin It

GUARDA LA TV LIVE (2)

Sport

Mercoledì, 05 Ottobre 2022
Sarsilli oro europeo!
Martedì, 04 Ottobre 2022
Presentato l'Orta Lake Challenge
Martedì, 04 Ottobre 2022
Altro mercoledi con la serie D
Lunedì, 03 Ottobre 2022
I risultati della UTLM 2022

Pubblicità-sport

loghi sport

 

Questo sito consente l'invio di cookie di terze parti.
Se acconsenti all'uso dei cookie fai click su OK, se vuoi saperne di piú o negare il consenso fai click su leggi informativa