logo1

Auguri Egidio Calloni, bomber di ogni tempo...

Compie 68 anni Egidio Calloni, bomber di razza della storia del calcio italiano con 88 reti segnate tra i professionisti in carriera. La stagione nel Verbania, gli anni nel Milan, il resto della sua carriera e quel soprannome nato da un articolo di Gianni Brera; tanti auguri ad un vero e proprio mito…

Tanti auguri Egidio, grandissimo del nostro calcio ma diremmo di più, del calcio e basta. Compie oggi 68 anni il buon Calloni, bustese dairaghese di nascita ma ormai cittadino del nostro territorio dove vive da tempo con la moglie Marzia ed i figli Giulia e Stefano. Parlare di Egidio Calloni è facile e lo si può fare in due modi; o in maniera superficiale ed inesatta dando il là alla becera canzonatura ed al falso stereotipo che lo vuole simbolo del pippone mangiagol, oppure in maniera più consona ricordandolo per quel che è stato ovvero uno degli attaccanti migliori del calcio italiano negli anni 70. Nato nel 1952 da mamma Carmela e papà Mario, a quei tempi li i divertimenti erano pochini ed il pallone un logico amico. Inizia allora a giocare da ‘pulcino’ con la casacca dell’Inter e dopo aver giocato con la Carabelli-Lanfranchi di Milano gli osservatori del Varese lo vedono e lo portano in biancorosso. Segna tanto nelle giovanili, guidato da Peo Maroso, e per fargli fare le ossa a nemmeno 20 anni lo mandano proprio al Verbania che allora veleggiava in C. In quel campionato 1971/72, il penultimo del club lacuale nel torneo di Serie C, la squadra biancocerchiata era realmente tanta roba: Achille Fellini in porta, Pierluigi Gini, ed Angelo Marforio erano i veterani ma il giovane tecnico Pippo Marchioro ebbe in mano ragazzi bravi come come Roberto ‘Topo’ Salvadori (uno scudetto al Torino), Cesare Butti (tre secondi posti consecutivo col Torino ed il Perugia miracolo di D’Attoma e Castagner), Mario Guidetti (uno dal gol facile tra Vicenza e Napoli), Perego e Fusaro. Unite a loro la sagacia e la saggezza calcistica di un Osvaldo Bagnoli che allora pensava solo a giocare ma aveva già qualcosa da allenatore ed il gioco è fatto. In questo contesto Egidio a dispetto di un primo periodo un pochino di apprendistato inizia a buttarla dentro. Sono 38 le sue presenze in quella stagione, insaporite da 15 reti segnate, spesso in casa, allo Stadio dei Pini sempre gremito.  La squadra che sembra poter giocare per qualcosa di grosso rallenta, del resto di soldini ce ne sono pochi, molto pochi. Secondo qualcuno qualche risultato negativo arriva, per così dire, in modo compiacente. In campionato il Verbania chiude sesto a 40 punti, parimerito col Venezia. La società lacuale vende i migliori giovani e Calloni torna a Varese nella stagione 72/73 arrivando in cadetteria dove resta anche nel campionato 73/74 quando i bosini, grazie ai suoi gol (15, capocannoniere), tornano in A. Nell’estate del 74 arriva la chiamata del Milan che lo prende per 850 milioni, resta in rossonero sino al 1978, sono annate difficili, gli anni dei presidenti che ci sono ma non ci sono: Albino Buticchi, Bruno Pardi, Vittorio Duina (che era di Varzo) e Felice Colombo sono i massimi dirigenti di un club in mano a Gianni Rivera. Che bei nomi in quelle squadre: oltre al ‘Goldern Boy’ ci sono, per esempio, Albertosi, Sabadini, Anquilletti, Maldera, Benetti, Bigon, Chiarugi e tanti altri. Non furono anni fortunati per i tifosi rossoneri, con un Milan forse mai davvero in corsa per lo scudetto, nel 74/75 al Milan arriva in panchina Gustavo Giagnoni ed ecco un quinto posto, nella stagione successiva l’allenatore col colbacco caro ai granata viene esonerato quasi subito, in panchina ci va Giovanni Trapattoni con al fianco il mito Nereo Rocco (del quale Egidio ricorda sempre la grande umanità) e la squadra chiude al terzo posto; è la stagione del primo gol in Serie A, una rovesciata contro la Roma. L’anno successivo Trapattoni va alla Juventus, arriva Fabio Capello in campo e in panca Pippo Marchioro, che lo allenava a Verbania ma le cose vanno male in campionato: tanto che il Milan è matematicamente salvo solo alla penultima giornata battendo 3-2 in Catanzaro. Marchioro peraltro è esonerato e sostituito ancora da Rocco. In quell’anno però c’è la soddisfazione di vincere la Coppa Italia: 2-0 in finale con l’Inter e trofeo alzato al cielo con Calloni capocannoniera. L’ultimo campionato al Milan è il 77/78, con Liedholm allenatore ed un terzo posto finale. Sono quelli gli anni del soprannome (che lui sopporta poco) che ha a volte malamente accompagnato tutta la sua vita. In effetti nelle ultime due stagioni in rossonero Calloni qualche errore sottoporta lo commise (roba normale, pensiamo a cosa vediamo oggi), fatto sta che a quei tempi in tribuna stampa c’erano due grande giornalisti che facevano dell’ironia il loro cavallo di battaglia; una ironia non becera, fine: Gianni Brera che scriveva sulla Gazzatta e Beppe Viola, inviato della Rai. Con la sua prosa graffiante Brera, raccontando di un gol sbagliato da Calloni, lo apostrofò ‘Sciagurato Egidio’, citando il personaggio manzoniano. Era una delle tante iperbole del giornalista pavese così come la famosa frase di Viola in un servizio per la Domenica Sportiva: “Il Milan attacca ma Calloni sottoporta sventa la minaccia” altro non era che una figura ironica del giornalista milanese. Questo però in mano a chi non aveva la sagacia e l’arguzia divenne ‘Egidio la Sciagura’, nulla di più immeritato. Nel Milan ha giocato 143 partite segnando 54 gol ed ancora oggi è il secondo miglior marcatore rossonero in Europa League (precedentemente Coppa Uefa) dietro George Weah. Lascia il Milan proprio nell’anno in cui i rossoneri vinceranno il decimo scudetto che avrebbe meritato, giocò poi a Verona, Perugia, Palermo e Como tra tanti gol e qualche ‘basso’ per chiudere la carriera a Ivrea e Mezzomerico tra i dilettanti nei primi anni 80. Uomo d’area, rapido, forte di testa e ottimo rigorista, ha segnato 88 gol tra i professionisti, in anni di grandi bomber ma anche di grandi difensori. Dopo la carriera in campo diventa rappresentante di gelati, allena anche a buoni livelli, passa qualche brutta giornata nel 2007 per una ischemia dalla quale si è ripreso bene. Negli ultimi anni ha allenato la scuola calcio all’Oratorio San Vittore: “E non c’è niente di più bello che vedere i bambini piccoli giocare con il pallone”, ci ha detto un giorno con gli occhi lucidi. Ecco, questo è Egidio Calloni e noi che gli vogliamo bene gli mandiamo un grande augurio.

GT

Pin It

 

Questo sito consente l'invio di cookie di terze parti.
Se acconsenti all'uso dei cookie fai click su OK, se vuoi saperne di piú o negare il consenso fai click su leggi informativa