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Il ricordo di Rotolo da parte di Roberto Cominoli

Il ricordo del Giorgio Rotolo calciatore, allenatore e uomo firmato da Roberto Cominoli

Giorgio Rotolo nasce a il 4 aprile del 1968. Dotato di un buon fisico e di tanta passione, sin da giovanissimo si dedica al calcio. I suoi primi passi nello sport li muove a Novara e dopo la solita trafila eccolo alla Sparta, a quei tempi tornata in auge per l’interessamento dell’ex presidente del Novara Santino Tarantola, che in pochi anni l’ha portata dalla Terza Categoria sino alla serie D. La prima annata nel 90/91 vede Rotolo presentissimo in campo (28 presenze e 1 gol). Seguono anni belli: la stagione seguente 30 presenze e 2 gol, l’anno dopo 26 presenze, poi ancora 31 gare nel 93/94. Rotolo è titolarissimo anche l’annata seguente: 33 presenze. Poi lo vuole Pietro Petrucci nel Casale, dove nel 95/96 vince gli spareggi di Eccellenza e torna in D. Altre belle stagioni in questa categoria per Giorgio, che l’anno seguente con i nerostellati segna persino 6 gol, di cui 4 su rigore, e che nel 98/99 con lo stesso Casale vince anche la Coppa Italia. Lo ritroviamo in serie D anche nel Trino 2001/02 allenato da Fabrizio Viassi, gioca 32 volte e segna 2 gol. E c’è ancora l’anno dopo, guidato da Bortolas, 31 presenze. A 35 anni, siamo nel 2003/4, gli ultimi fuochi, sempre a Trino: 9 presenze. Subito dopo inizia la sua carriera di allenatore (Rotolo nel frattempo è da tempo laureato in Scienze Motorie ed è diventato insegnante Isef). Le prime panchine a Vercelli dove diventa il vice di Viassi: la squadra in C/2 si salva ai playout. Dalle nostre parti lo ritroviamo più tardi, nel 2014/15 quando ad ottobre subentra a Iuliano nella guida del Borgomanero in serie D. La squadra retrocede ma Rotolo rimane con i rossoblù anche l’anno seguente in Eccellenza, almeno fino a 3/4 di campionato. Nel 2016/17 allena il Trino, sempre in Eccellenza, poi passa alla Ro.Ce., ora RG Ticino. Nel febbraio del 2020 arriva a Baveno, subentrando a Rino Molle, va in panchina una sola volta poi il torneo si ferma, alla 21a giornata. Nella stessa estate lo vuole lo Stresa, ora Stresa Vergante. Bella partenza: quando il campionato viene fermato, dopo 7 gare, lo Stesa ha infilato 5 vittorie, un pari e una sconfitta. Ma la società non partecipa al minicampionato della ripresa, in primavera. Rotolo, che già sta lottando contro questo male... maledetto, riprende nella scorsa stagione il viaggio interrotto e, un po’ a sorpresa, ma non troppo, vince alla grande il campionato che sembrava in un primo tempo facile boccone per la Biellese, vittoriosa all’esordio a Stresa per 5 a 1. Poi gli ultimi episodi: Nicola Binda nel giugno scorso lo porta a parlare della sua esperienza, della sua lotta contro la malattia nell’aula magna di Coverciano ai futuri allenatori del Corso Uefa Pro, poi viene confermato insieme al fido Nicolini per la serie D, ma lascia la guida tecnica poco prima l’inizio del campionato, il 19 agosto scorso.

 

Giorgio dopo indescrivibili sofferenze se n’è andato. Scrivere queste righe ci costa molto, ci costa caro. Lo conosciamo dai tempi delle sue prime battaglie in D nella Sparta, lo abbiamo poi visto giocare, sempre con la massima grinta, tante volte anche altrove, per esempio a Casale, in una bella e tirata semifinale di Coppa Italia, poi negli anticipi di sabato del Trino. Da allenatore la nostra conoscenza con Giorgio si è perfezionata in quel di Borgomanero: una stagione difficile, chiusa malamente in classifica, ma sempre con lui in panca a testa alta. A Stresa l’anno scorso il capolavoro: una panchina, la sua, di certo non silenziosa, sempre in colloquio costruttivo con i suoi ragazzi, mai però una cattiva parola agli avversari. Tutte le volte che andavamo a vederlo lo abbbracciavamo, impotenti a fare altro, e respingendo le lacrime. In privato e in altre occasioni, ci ha sussurato parole che vogliamo tenerci per noi. Basta così. Si dice spesso che non muore mai chi vive nel cuore di chi resta. Sarà anche vero, ma il vuoto che lascia è enorme.

Sit tibi terra levis, caro Giorgio. Ti abbiamo voluto bene, anche prima della malattia, e tu lo sai.

 

 

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