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Addio Piero Ferrari, inventore della maglia biancocerchiata

ferrari pieroE’ scomparso Piero Ferrari, storico collaboratore del Verbania Calcio, per decenni magazziniere e custode dello stadio, che nel 1959 giocò un ruolo importante nella creazione della maglia dai colori biancocerchiati. I funerali domani alle 11.00 nella chiesa del Centro San Francesco.

E’ morto Piero Ferrari, avrebbe compiuto 86 anni tra poochi giorni, era malato da tempo. Forse il nome potrà non dire molto a tanta gente ma per chi è addetto ai lavori, per chi ha bazzicato o raccontato anche solo una minima parte del calcio locale ed in particolare verbanese è un nome che vuol dire molto eccome. Non era un presidente, non era un giocatore da 25 gol a stagione. No. Era una di quelle figure che oggi vanno pian piano assottigliandosi, quasi scomparendo. Uno di quei collaboratori disposti a fare tutto per un club, in questo caso il Verbania Calcio. Ferrari per il Verbania è stato tutto: magazziniere, custode del campo, collaboratore ma anche qualcosa di più. Si dice che fosse stato lui, nel 1959, a ‘consigliare’ sul come fare la nuova maglia della neonata ‘Nuova Verbania’. Il Verbania Calcio ed il Libertas Pallanza si unirono in una unica squadra e quando fu necessario disegnare i nuovi colori sociali fu proprio Piero Ferrari, lo confermava lui, lo confermano altri, a proporre la maglia bianca con le tre strisce orizzontali: il rosso come il precedente Verbania, il blu di entrambi i club ed il giallo della Libertas. Quella maglia che allora in molti, in un calcio ancora troppo puritani criticavano, vedendola somigliante ‘ad una vestimenta da ciclista’ ma che oggi è una delle più belle. Si, possiamo dirlo che l’ha inventata lui la maglia biancocerchiata. Piero Ferrari del Verbania ha visto tutto. Magazziniere negli anni d’oro, quella cavalcata che dai tornei regionali arrivò sino alla Serie C (unica) del 1966, i setti anni ‘ruggenti’, come li chiama l’amico Cominoli, attraverso avventure di un gruppo solido in campo e fuori, perlomeno solido nelle intenzioni perché di soldini anche all’ora ce n’erano pochi, sino agli anni 2000. Non aveva un carattere facile ‘ul Ferrari’; a volte irrascibile certamente, polemico con tifosi e certi gornalisti ma anche con gli stessi allenatori o con gli stessi presidenti. Soprattutto quando si parlava, secondo lui male, del suo Verbania. Di sicuro però, quando c’era un lavoro da fare ‘al campo’ era il primo a proporsi: spalar neve, dipingere una staccionata, tirar su un muro, tagliare l’erba…. Così polemico che fu anche spesso allontanato dal club quando magari andava un pochino più in la con le parole, salvo poi tornare indietro. Ferito ai tempi della guerra, quando perse un occhio, aveva una passione nascosta, che chi vi scrive venne a sapere in occasione di una intervista realizzata a casa sua per un libro che mai vide la luce: era un collezionista di fumetti: possedeva pezzi storici, numeri introvabili di Topolino, Tiramolla, dei Charly Brown, di Valentina, che lui chiamava col nome dell’autore: I Disney, gli Schultz, i Crepax… Mi mostrò la sua collezione e ne rimasi esterrefatto per quantità e qualità. Anche in questo caso, il lettore mi perdoni, l’uomo prende sopravvento sul giornalista ed allora personalmente mi piacerebbe che il ricordo ‘del Ferrari’ fosse questo: non l’irascibile polemico bensì un uomo che collezionava fumetti restando un po’ bambino, e che ha amato, magari a modo suo, i colori del Verbania, il suo Verbania. Ciao Piero, caro amico, riposati: un giorno il tuo Verbania tornerà ad essere forte e sopratutto unito.. te lo deve. I funerali si terranno domani alle ore 11:00 alla chiesa del Centro pastorale San Francesco.

Nella foto risalente a metà anni 90 Piero Ferrari con il maglione scuro al lavoro sul capo dell'allora Stadio dei Pini. Da sinistra si notano Massimo Guaschino, storico leader degli ultras verbanesi, Gianluca Dido, che sarà poi anche DS dello stesso Verbania ed a destra Gianni Bertoni, altro storico collaboratore del Verbania, scomparso di recente.

GT

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