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Iridi, medaglie, tricolori ed applausi: che periodo per il ciclismo del Vco…

Ganna in maglia rosa al Giro dopo l’iride a cronometro, Elisa Longo Borghini sempre protagonista, Francesca Barale che vince il titolo nazionale donne juniores e tanto altro: è un periodo di gloria per il ciclismo nostrano e questa strana stagione sarà ancora lunga…

Un altro periodo di quelli da non dimenticare per il ciclismo del Verbano Cusio Ossola, Filippo Ganna dopo il titolo mondiale ha vestito la maglia rosa vincendo la prima tappa del Giro d’Italia sabato a Palermo nella cronometro iniziale (record assoluto a 58 e oltre di media) e mantenendola nella seconda frazione da Alcamo ad Agrigento vinta da Diego Ulissi. In attesa di perderla, probabilmente, oggi verso l’Etna Filippo ha saputo farsi ben volere dal pubblico e dalla gente del ciclismo, inutile dire che la sua carriera in questi ultimi 15 giorni ha cambiato dimensione e se prima qualche critica poco obiettiva lo riteneva ‘pistard’ (come se vincere 4 mondiali in pista fosse nulla) adesso deve ricredersi: titolo italiano a cronometro, successo in una classica del tic tac come l’ultima classica tappa della Tirreno Adriatico a San Benedetto del Tronto, un dominio nel mondiale a cronometro, primo italiano a vincerlo in un albo d’oro dove ci sono icone come Chris Boardman, Miguel Indurain, Laurent Jalabert, Abraham Olano, Michael Rogers, Fabian Cancellara e Tony Martin, senza citarli tutti, ed infine la maglia rosa al Giro d’Italia nella prima grande corsa a tappe disputata. Ora Ganna correrà come il resto della Ineos Grenadier (che peraltro è pronta a rinnovare a livello pluriennale, l’offerta all’agente Giovanni Lombardi ci sarebbe già) a sostegno di Geraint Thomas. Presto, ci scommettiamo, vedremo il vignonese fare bene anche nelle prove in linea, in particolare quelle a lui più avvezze. E’ sempre sugli scudi una Elisa Longo Borghini a tratti commovente e raramente fuori dai 10 nel ciclismo post lockdown che dopo i mondiali è arrivata quinta alla Freccia Vallone mentre ha coperto la fuga delle compagne Deignan, poi vincitrice e Van Dijk. Va detto che si sta vedendo una Elisa differente, consapevole dei suoi mezzi, attaccante, decisa, una Elisa che ci è piaciuta tanto sia al Giro Rosa che al mondiale. La stagione è ancora lunga e c’è anche una maglia tricolore da prendere. A proposito di maglia tricolore, è stata una bella sorpresa, non così sorpresa, la vittoria nel campionato italiano donne juniores di Sarcedo, in perfetta solitudine, come lei sa fare. Ha una bella testa ed un bel motore la Baralina, che lascia ben sperare; importante che non sia caricata di eccessive pressioni e che possa crescere ancora: troppe volte abbiamo visto atlete che nella categoria juniores parevano fenomeni, stravincevano e una volta passate sono scomparse dai radar; di certo però con Francesca siamo convinti non sarà così. Momenti belli davvero a cui aggiungere il titolo regionale della stessa Barale e di Eric Venturini del Pedale Ossolano tra gli esordienti. E non dimentichiamo un Andrea Bartolozzi neo prof tutto da raccontare, i giovani under Nicholas Dresti e Fabio Garzi. Gente seria, famiglie quasi sempre a posto, squadre che lavorano bene e bravi tecnici: il segreto del successo.    

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