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Ganna, lo spettacolo, la vittoria, le risposte…

Che spettacolo Filippo Ganna, nella cronometro di Torino che ha aperto il Giro d’Italia il neo cittadino benemerente di Verbania ha stravinto rifilando 10’’ al secondo classificato, l'azzurro Edo Affini, grande cronomen pura anche lui ed ha vestito la prima maglia rosa dell’edizione, domani l’arrivo per velocisti a Novara.

Gigante, per dimostrare, anche se non ce n’era certo bisogno, che i commenti sarcastici e poco edificanti che sono arrivati dopo il terzo posto nella crono finale della Tirreno Adriatico ma soprattutto dopo il Giro di Romandia che lo ha visto lontano in entrambe le prove contro il tempo. Si parlava di ‘festa finita’, di un Ganna ‘uniformato alla pochezza del ciclismo italiano’ e di altre stupidaggini. Si sa che un cavallo di razza non va fatto imbizzarrire, perché un campione sa selezionare i propri impegni ed i proprio obiettivi. E se al Giro di Romandia aveva risentito di carichi di lavoro in altura ed in pista (otre che del freddo patito in quei giorni, ci sta) la risposta alle critiche è arrivata nel modo che ogni campione predilige: la risposta è arrivata sulla strada; 8.6 km di gara, 10 secondi rifilati al secondo di tappa, non il primo che passa ma il bravo Edoardo Affini, da sempre compagno di Pippo in azzurro ed uno che la bici da cronometro la msda fare ancdare eccome, ed una media mostruosa: 58.748 kmh. Semplicemente gigantesco Ganna, che dunque si veste in maglia rosa un anno dopo il successo nella crono che apriva il Giro 2020 a Palermo. Dieci secondi ad Affini che completa il successo tricolore, dodici a Foss, diciassette ad Almeyda uomo di classifica, ed a Remi Cavagna, il francese che aveva dichiarato a larghe lettere di volere la prima maglia rosa del Giro ed invece ha chiuso quinto. Domani da Stupinigi a Novara sono 179 km da velocisti in cui il vignonese cercherà di rivestire la maglia, cosa possibile. Straordinario anche l’affetto del pubblico (troppo, in momenti come questi) che urlava ‘Uno di noi, Pippo uno di noi’. Inutile, il Giro d’Italia che tra una ventina di giorni arriverà sulle nostre strade non poteva cominciare meglio; con la faccia pulita di un ragazzo cittadino benemerente di Verbania, dove è nato, alto e possente, che pedalando forte ha dimostrato che le parole, a volte, sono davvero troppo affrettate. “Non è mai facile tornare a vincere – ha detto - ho letto alcune polemiche sui giornali  dove si diceva che non ero più competitivo. Se non avessi fatto dei lavori specifici in palestra e in pista prima del Tour of Romandie, probabilmente avrei potuto vincere la cronometro di quella corsa. Non è possibile vincere sempre, in una stagione in cui ci sono dai 60 ai 70 giorni di gare e grandi obiettivi futuri come i Giochi Olimpici. La Maglia Rosa quest'anno mi sembra ancora più Rosa di quella dell'anno scorso. È stata una vittoria più cercata, più voluta che mi solleva il morale in vista delle 20 tappe che ci aspettano e in cui dovrò aiutare i capitani della squadra".

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