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Elisa nella storia: “Una medaglie per le persone che mi vogliono bene”

Le parole di Elisa Longo Borghini nel post gara olimpico: “Non ho compreso come hanno corso le olandesi, credevano di avere la gara in mano ma non è stato così, io ci ho messo cuore ed ho corso con nel cuore le persone che mi vogliono bene, la medaglia è per loro”.

Salire su un podio olimpico ti segna la carriera, soprattutto in certe disciplina, salirci due volte ti porta nella leggenda e non importa se il metallo della medaglia sia quello di bronzo perché è lo stesso una soddisfazione immensa, la soddisfazione che questa mattina ha provato e regalato agli appassionati Elisa Longo Borghini, terza nella gara in linea dei Giochi di Tokyo, una gara pazza vinta dall’outsiders austriaca Anna Kiesenhofer medaglia d’oro davanti ad una Annemiek Van Vleuten d’argento. Bravissima l’ornavassese a capire nel finale c’era spazio per l’azione di forza, seguendo proprio la Van Vleuten. Una medaglia forse differente da quella di Rio 2016, quando in un certo senso si accontentò di un bronzo bellissimo; questa medaglia se l’è presa di forza, voluta, cercata e trovata anche per scacciare via le polemiche ed i mugugni che l’avevano colpita durante un Giro Donne non di primo piano. Ma di una cosa c’era da essere sicuri, già durante i giorni della corsa rosa; che a Tokyo Elisa sarebbe stata li a lottarsela e così è stato. E’ un successo suo che ha voluto condividere con i suoi affetti: “Ho corso portando con me le persone che ho nel cuore e che mi vogliono bene; la mia famiglia, i miei nipotini ed il mio fidanzato – ha detto nel post gara – e questa medaglia l’ho fortemente voluta anche per loro”. La solita Elisa, che alla fine in questi bei momenti si scioglie ed è tutt’altro che l’orso che a volte pare essere; ma non è l’essere orsi, è solo la concentrazione del professionista, è solo il vedere davanti a se un obiettivo da centrare. Elisa Longo Borghini emblema del ciclismo femminile italiano a livello mondiale anche a dispetto di chi vede favorite a destra e sinistra, basti pensare che nelle ultime manifestazioni corse con la maglia azzurra è arrivato il podio agli europei di Plouay, il podio ai mondiali di Imola ed ancora il podio alle Olimpiadi di Tokyo, quelle Olimpiadi che Elisa conosce sin da piccola, cresciuta in un ambiente famigliare che ha vissuto a cinque cerchi per anni, Ornavasso, la piccola Ornavasso festeggia ancora e ritocca anche il cartello all’entrata del paese, per questa ragazza che è sempre li con un cuore grande, con una classe innata e con una testa davvero di granito. “E’ stata una gara sofferta per il caldo umido . ha detto Elisa nel dopo gara – ho dato tutto e nel finale più che le gambe c’era tanto cuore. L’Olanda pensava di aver in mano la corsa ma si è fatta scappare l’austriaca che ha fato un’impresa da applaudire, non ho capito la loro tattica anche perché la fuga dovevano chiuderla loro, non di certo io e Marta Cavalli che non siamo veloci”. E’ lei, comunque sia, l’emblema del ciclismo femminile italiano, podi in azzurro all’Europeo ed al mondiale 2020 ed ora alle olimpiadi. “La mia cultura è il lavoro – prosegue - a testa bassa, facendo sacrifici e questi risultati li ripagano, ho corso portando dentro me le persone che mi vogliono bene; mamma, papà, mio fratello, i miei nipoti, questa medaglia è anche per loro. Fatemi poi ringraziare la Federazione, le Fiamme Gialle e la Trek Segafredo”.  

 

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