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Il Tour di Ganna? Non è una delusione….

Dopo il Tour de France il vignonese sta passando qualche giorni di riposo in vista del finale di stagione. Una delusione il suo Tour? Diremmo di no, non sono arrivati successi ma Filippo Ganna non si mai risparmiato in una Grand Boucle tiratissima e dura…

Sta passando qualche giorno di relax e ‘distacco’ Filippo Ganna, dopo un Tour de France tiratissimo, il primo della sua carriera, prima di riprendere l’attività verso i grandi appuntamenti di fine stagione. Che Tour è stato per il vignonese? Lo si può guardare superficialmente, ritenendolo una delusione, niente maglia gialla a Copenhagen, niente vittoria nell’ultima crono a Rocamadour, niente vittoria nella tappa in fuga a S. Etienne. Sarebbe però abbastanza sciocco limitarsi a questo. Si, certo, i numeri ed i risultati parlano così ma restando fedeli al dogma che un corridore che ha un obiettivo non è scontato che lo raggiunga, perché il livello della competizione è altissimo e perché semplicemente lo sport è così, preferiamo analizzare la Grand Boucle del vignonese in maniera più approfondita e costruttiva. Probabilmente è stata la giornata di Copenhagen quella su cui recriminare, una giornata sfortunata per pioggia ed altro. Col passare dei giorni però Ganna si è visto spesso lavorare nel gruppo ed anche cadere. Piaccia o no in una formazione come la Ineos Grenadier se non sei un leader per la classifica in un grande giro, pur coi tuoi spazi, lavori ed aiuti Ganna si è sempre fatto trovare pronto, anche in salita: basti pensare, per esempio, a come ha tirato lungo tutto il Galibier e la Crox de Fer nel tappone dell’Alpe d’Huez. C’è poi un’altra cosa da dire; è stato un Tour tiratissimo, corso a tutta dalla prima all’ultima tappa, nella quale peraltro, Pippo ha attaccato nell’ultimo giro del circuito dei Campi Elisi ed attenzione perché il Tour de France, non solo a livello di immagine ma anche dal punto di vista dello stress in corsa e fuori è completamente differente rispetto al Giro. Ganna e la sua Ineos alla fin fine sono saliti sul palco con alle spalle l’arco di Trionfo quali vincitori della classifica a squadre. Nessuna giustificazione,  sia Filippo che i suoi tecnici e preparatori sanno eventualmente su cosa intervenire nella preparazione o altro ma parlare di delusione Ganna, che ha finito il Tour decisamente stanco, ci pare azzardato in tre settimane nelle quali peraltro tutti gli italiani hanno fatto pochino. Ora il finale di stagione: con i mondiali e tanto altro. Ganna resta un fuoriclasse e lo dimostrerà presto.     

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