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Cheula, Longo Borghini ed il giovane Chris Froome...

barloworld 2008Chris Froome ha vinto per la quarta volta il Tour de France, il keniano britannico corse ad inizio carriera con il Team Barloworld con Giampaolo Cheula e Paolo Longo Borghini compagni di squadra che raccontano alcuni aneddoti di quanto Froome non era ancora una ‘macchina da Tour’

C’era una volta Chris Froome. Oddio c’è anche adesso dato che proprio ieri ha vinto sugli impeccabilmente scenografici Campi Elisi di Parigi il suo quarto Tour de France dopo quelli del 2016, 2015 e 2013. Forse la vittoria meno tirannica, nel quale il britannico keniano ha potuto godere di una squadra di enorme caratura come il Team Sky. ‘Gregari campioni’ come Michael Kwiatkowski, come Sergio Henao, Vasil Kirienka, Mikel Nieve e Mikel Landa, quest’ultimo cavallo di razza che dopo la sfortuna al Giro d’Italia era probabilmente il più forte ma si è dovuto inchinare al giochi di squadra della corazzata britannica. Per lui già pronto un contratto da leader alla Movistar dal prossimo anno. Non va dimenticato lo sfortunato Geraint Thomas, ritiratosi per una caduta. Un ritmo infernale in salita che ha bloccato gli attacchi degli sfidati: Uran, il secondo classificato e il francesino Bardet, che per un solo secondo ha salvato il podio dall’assalto di Landa dopo un finale di Tour in calando. Contador è uscito presto di classifica, pur dando poi spettacolo e Quintana è crollato; dopo un Giro pessimo, un Tour deprimente per il colombiano. Alla fine le cose belle si sono viste con Fabio Aru, che ha vinto una tappa e che ha vestito la maglia gialla e con l’altro francese Warren Barguil che ha vinto due tappe e si è portato a casa la maglia a pois dei GPM, che per i francesi vale quanto la maglia gialla. Dunque ancora Froome. Chi conosce bene il ‘keniano bianco’ sono Giampaolo Cheula e Paolo Longo Borghini, si perché l’allora giovanissimo Chris, che allora aveva ancora solo la licenza keniana, nella stagione 2008 venne preso dal Team Barloworld, squadra britannica di matrice italiana e di sponsor sudafricano, che vedeva tesserati proprio il ‘Giampi’ ed il ‘Longo’. Era un Froome molto diverso da quello di oggi, molto acebro, che, per esempio, abbiamo visto coi nostri occhi faticare sulla salita del San Carlone, ad un GP Nobili, fare una fatica assurda sulla salita di Prato Nevoso al Tour che passò in Italia o sul Passo del Termine al Giro 2009 oppure ancora cacciato dal Giro del 2010 (ma era già al Team Sky) per essersi attaccato ad una moto in salita. Oggi c’è un altro Froome e da quei giorni ad oggi c’è stata di mezzo la sua grande volontà e il grande lavoro scientifico del Team Sky che ha trasformato questo brutto anatroccolo in una ‘macchina da Tour’ (chiacchierato si e nemmeno troppo amato dai francesi che in questi anni non si sono di certo limitati ai classici ‘buu’). Come era il Froome della Barloworld? L abbiamo chiesto ai suoi ex compagni di squadra: “Quando eravamo compagni alla Barloworld – spiega Giampaolo Cheula, oggi DS Androni Sidermec – aveva solo 20 anni, non andava forte ma un bel motore glielo si vedeva. Ricordo che cercava di fare la sua corsa e non era troppo avvezzo ad aiutare i compagni, probabilmente sentiva il suo grande futuro. Aveva fatto abbastanza bene qualche cronometro ma di certo non era il Froome di adesso. Corremmo insieme il Tour 2008 ed il Giro 2009 ed ho impresso l’episodio che dopo le corse in albergo vestiva sempre una specie di tunica Masai come se fosse legato alle sue origini keniane”. Anche Paolo Longo Borghini, oggi uomo RCS Sport, ricorda Froome: “Oggi non lo vedo così spesso alle gare – dice ’Longo’ – ma quando capita ci si saluta; ricordo che era un tipo meticoloso e programmato su tutto. Per esempio si portava dei semi di soia che coltivava in camera sua dentro un vassoietto e poi se ne cibava. Al Giro 2009 una mattina scese a colazione incavolato nero perché nella notte aveva fatto cadere il vassoietto e tutto il contenuto che dunque era andato perso. Credo però che il fatto che fosse così meticoloso gli sia servito, in quegli anni ha imparato a dare il 110% per diventare il Froome di oggi”. Ed il Froome di oggi conta quattro Tour de France (e un podio), tre podi alla Vuelta a Espana, due medaglie olimpiche nella cronometro e non solo.

Nella foto il Team Barloworld che corse il Tour de France 2008, Cheula è il quarto da sinistra, il primo da destra è Froome con al fianco Longo Borghini.

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