"La stima della nostra associazione di categoria è che i gestori del ciclo idrico, per l'insieme delle esigenze alle quali sono chiamati, dovranno investire 6 miliardi di euro all'anno per i prossimi anni", un fabbisogno che "non risulta perseguibile attraverso la sola tariffa e l'attuale sistema di regolazione". Così in una nota Daniele Barbone, amministratore delegato di Acqua Novara Vco.
La più rilevante esigenza - secondo Barbone - è rappresentata dall'adattamento delle infrastrutture agli effetti del cambiamento climatico. Il livello di investimento richiesto, ad oggi, è stato raggiunto - riferisce ancora il manager - soltanto grazie alle risorse straordinarie del Pnrr. Concluso il piano, "questa capacità di investimento non potrà essere sostenuta soltanto dalla tariffa pagata dai cittadini per l'erogazione del servizio", ha osservato. Il servizio idrico, ha ricordato, è regolato per legge e le tariffe non vengono definite autonomamente dai singoli gestori, ma attraverso uno specifico meccanismo regolatorio applicato nei diversi territori.
Alla dimensione nazionale si affianca il piano predisposto da Acqua Novara Vco per le emergenze in corso. La società ha programmato, per il periodo compreso tra il 2024 e il 2036, investimenti complessivi pari a 565 milioni di euro. Circa la metà delle risorse sarà destinata agli acquedotti: 280 milioni di euro saranno impiegati prevalentemente per rafforzarne la resilienza. Per l'emergenza siccità già spesi 300mila euro solo per le autobotti. Le priorità indicate da Barbone sono la riduzione delle perdite idriche, l'interconnessione degli acquedotti e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.