Il voto della stagione di Elisa Longo Borghini? Se lo assegna direttamente lei: “Direi sei e mezzo sette – sorride – è stata una annata iniziata bene nella quale però poi sono stata ferma per parecchio a causa di alcuni malanni che mi hanno fatto perdere quasi tutta la primavera, devo dire che poi alla fine è andata decisamente meglio”. Dopo le classiche saltate per vari malanni, un Giro con successo di tappa finale chiusa al quarto posto non in condizione perfetta, dopo una bella vittoria di tappa al Tour de Suisse nella frazione di Locarno e dopo il tricolore in linea, la stagione è svoltata al Tour de France finito sul podio con una favolosa scalata del Mont Ventoux: “Per la verità quella è stata una scalata molto controllata – confessa – ma sicuramente è stata una soddisfazione arrivare sul podio dopo che le edizioni precedenti mi erano andate piuttosto male”. Stagione con il primo titolo iridato arrivato nella staffetta, oltre che col bronzo mondiale in linea. “Sul podio non vedevo l’ora di indossare la maglia iridata – ha detto – perché era la prima volta che la indossavo, poi è stato bellissimo aver vinto la staffetta, ci provavamo da tempo ed essere sul podio insieme a Pippo è stata una soddisfazione visto che siamo entrambi conterranei”. La prossima stagione? “Diciamo che vorrei una annata un pochino più lineare di quest’ultima – spiega – con un rendimento ancor più costante e poi il poter fare le classiche che mi sono mancate quest’anno”.
Elisa Longo Borghini: “Il mio 2026 è da sei e mezzo, sette”
La campionessa di Ornavasso racconta la sua stagione, da un inizio vincente alle classiche saltate, dal Giro corso non al meglio ad un Tour de France sul podio fino ad un finale di stagione con una costanza di rendimento eccezionale e con la prima maglia iridata indossata.