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Gli arbitri, gli errori, la polemica di coach Azzini: qualche considerazione.

Gli arbitri, gli errori, la polemica di coach Azzini: qualche considerazione.

Matteo Azzini è un tecnico di provata esperienza, basti pensare agli anni da assistant coach di Enrico Dogliero ed in particolare di Massimo Bellano (che ha salvato in A1 la sua Consolini S. Giovanni Marignano, compli...

Matteo Azzini è un tecnico di provata esperienza, basti pensare agli anni da assistant coach di Enrico Dogliero ed in particolare di Massimo Bellano (che ha salvato in A1 la sua Consolini S. Giovanni Marignano, complimenti) ad Ornavasso con tanti successi, ha seguito nel medesimo ruolo lo stesso Bellano a Scandicci ed in nazionale juniores con titoli mondiali ed europei conquistati. Ha poi allenato varie formazioni locali come Gravellona, Omegna e Romagnano prima di passare al maschile con Altiora. Un tecnico esperto sa che, soprattutto nei campionati che gli americani chiamerebbero ‘minors’ l’errore arbitrale è sempre dietro l’angolo e che a volte è a favore, a volte non lo è e raramente nei commenti di Azzini si è sentito parlare di questo tema. Ieri però il quinto set giocato da una brutta Plastipak Altiora ha provocato una reazione netta inattesa. Il motivo? Una topica della direttrice di gara, già protagonista di alcuni erroracci nel corso del match (e peraltro non troppo ‘fortunata’ con i colori di Verbania anche in passato con situazioni alquanto discutibili) in particolare quello nel finale di quinto set: situazione sul 13-12 per Verbania: attacco lacuale, muro novarese che manda la palla sull’asta: sarebbe a termini di regolamento punto per Altiora, tanto che un giocatore lacuale ferma la palla (comunque un errore seppur comprensibile, le azioni non si fermano mai), per quanto evidente è stato il movimento dell’asta. La direttrice di gara, peraltro nel lato del campo dell’asta colpita, non si accorge di nulla e dà il punto a Novara che si porta sul 13-13. Ovvie le proteste della panchina lacuale per un errore clamoroso che culminano con il cartellino rosso rifilato al tecnico verbanese che porta dunque la situazione sul 14-13 per i padroni di casa che poi chiudono 15-13 e vincono 3-2 sfruttando l’ovvio nervosismo in casa Altiora. “Per prima cosa dico che siamo stati noi ad aver giocato una partita non sui nostri livelli – spiega coach Matteo Azzini – non è stata una bella partita la nostra; nessun fondamentale è funzionato, certo che i tie break in questa stagione, non ci portano troppa fortuna; in quattro anni con Altiora non ho mai parlato di arbitri, anche quando potrebbe esserci stato motivo di farlo, però in questo quinto set sono successe cose molto strane come già capitato in altre gare; in una scorsa partita l’arbitro si era scusato con noi per gli errori che aveva commesso, al termine della partita di Novara sono stati gli stessi dirigenti avversari ad averlo fatto per gli errori commessi dell’arbitro a nostro sfavore. Arbitrare è sempre difficile ma un contro è sbagliare sull’1-1, un contro è sbagliare sul 13-12 per noi che diventa 14-13. Poi, ripeto, Novara ha meritato di vincere perché noi non abbiamo fatto nulla di positivo ma oggettivamente gli errori arbitrali stasera sono stati pacchiani ed in momenti topici della partita: in un campionato con questo in cui anche un punto può fare la differenza dico che perdere questo punto per colpa nostra ha un senso, perderlo per un errore madornale di altri, visto da tutto il palazzetto, è fastidioso ed allora stavolta non sto zitto”. Considerazione finale; senza gli arbitri non si gioca, persone che scelgono questa carriera ce ne sono sempre meno tanto che ne sono stati ‘richiamati in servizio’ alcuni che avevano terminato per le gare delle Under che spesso sono dirette da arbitri di società. Queste righe spesso hanno pubblicato notizie sui corsi arbitrali e non solo semplicemente perché l’arbitro è parte del gioco, ci sono arbitri molto bravi che possono fare carriera (per esempio citiamo i giovani Matteo Beuto, Edoardo Bagnati e Gabriel De Sousa), ce ne sono di esperti ed anche di giovani che nei tornei regionali e territoriali sono molto bravi (poi, per carità, si può sbagliare tutti) ma ce ne sono anche di meno bravi che forse sono formati e lanciati troppo velocemente in particolare nel regionale, ai quali un maggior periodo di 'preperazione', gioverebbe per vederli poi diventare buoni 'referee'. Di polemiche ne abbiamo registrate tante in tanti e tanti anni di frequentazioni giornalistiche di palazzetti e palestre non solo nelle nostre zone ed hanno colpito vari club di casa nostra, spesso veritieri, spesso esagerati, sempre registrati. Detto questo, come sempre sosteniamo in questi casi, un arbitro può sbagliare come può sbagliare un giocatore, forse però andrebbe fatta maggior attenzione sul ‘lanciare’ questi giovani magari troppo presto e magari anche sulle designazioni. Infine, un consiglio che nasce sempre da centinaia e centinaia di match di pallavolo visti negli anni: anche se è un compito difficile, anche se spesso se ne sentono di ogni (ma nel volley molto meno) arbitrare non significa erigersi a giudice, a giustiziere; non significa essere ‘sceriffo in città’: il carisma arbitrale non lo danno i cartellini sventolati, le multe comminate o chissà cosa; lo dà la voglia di crescere, di migliorare, di avere ancor più testa dei giocatori nel leggere sfumature e attimi di una partita. E di ragazzi così, per fortuna, se ne trovano ancora.