Legambiente, 'estate horribilis' per i ghiacciai delle Alpi
Pubblicato il 08/09/2026 07:11
Secondo gli studi scientifici più recenti, dalla metà dell'Ottocento al 2015 le Alpi hanno perso circa il 57% della superficie glaciale
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Quella del 2026 è stata un'"estate horribilis" per le Alpi e i suoi ghiacciai, sempre più sofferenti e instabili a causa della crisi climatica, e rischia di superare in peggio quella del 2022 e del 2023. A denunciarlo è Carovana dei ghiacciai di Legambiente, che presenta i dati di bilancio di quest'estate lungo l'arco alpino. A pesare sullo stato di salute di Alpi e ghiacciai, in questi mesi del 2026, sono le alte temperature e lo zero termico stabilmente sopra i 4.800-5.000 metri, le scarse precipitazioni nevose unite alla siccità a valle, e gli oltre 70 eventi meteo estremi che hanno colpito le regioni alpine da gennaio fine agosto 2026. Tutti i ghiacciai osservati arretrano e sono segnati da fenomeni di instabilità. Aumentano le colate detritiche e le morene si deformano. In particolare, quest'estate, i crolli più importanti sono stati osservati sul Monviso, sulla parete nordest, e sul Montasio, dove a fine agosto è crollata una parte della cavità superiore del ghiacciaio. Dove i ghiacciai indietreggiano cresce nuova vegetazione e si diffondono specie pioniere. Legambiente lancia l'appello a mettere urgentemente in campo concrete politiche di mitigazione e di adattamento, monitoraggi continui in quota, e una governance europea che tenga conto dei ghiacciai e delle risorse connesse, a partire dall'acqua, una risorsa che non è infinita. Secondo gli studi scientifici più recenti, dalla metà dell'Ottocento al 2015 le Alpi hanno perso circa il 57% della superficie glaciale e il 64% del volume. Dopo il 2000 il tasso di abbassamento della superficie dei ghiacciai è triplicato e tra il 2000 e il 2023 l'Europa centrale, regione dominata dalle Alpi, ha perso circa il 39% della propria massa glaciale.