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Lo storico Alessandro Barbero ospite di Arona città Teatro

Lo storico Alessandro Barbero ospite di Arona città Teatro

Duemila spettatori hanno affollato il prato della Rocca per assistere alla presentazione del lbiro dedicato al Santo

Arona Città Teatro ha presentato, tra i suoi ospiti, lo scrittore Alessandro Barbero nella conca della Rocca Borromeo, sotto le mura dei resti del castello dove è nato San Carlo. Duemila persone ad ascoltare il dialogo con Dacia Maraini. Settanta minuti interamente dedicati al suo ultimo libro. Le sue parole:"Francesco ha voluto prendere parte alla Crociata, anche se lui era contro, per andare a parlare con il sultano. Lo ha accolto e lo ha ascoltato, anche se si era presentato in modo dimesso con abiti semplici e consumati. Lui non ha criticato gli arabi, ma voleva far capire che la vera religione era il cristianesimo e va a parlare di Gesù Cristo. Quello che ho riportato nel mio libro è ciò che ho appreso dagli storici che hanno parlato di lui, spesso in modo diverso, soprattutto fuori dall’Italia. Avrebbero dovuto limitarsi ai cenni storici, comunque lo raccontano con ammirazione. All’epoca lo classificavano come un matto, lui figlio di un francese che commerciava stoffe con tutto il mondo, ripugna la vita del padre e vende tutto per donarlo ai poveri. Il padre lo denuncia. Era, seppur gracile, duro e violento, a volte si arrabbiava ed entrava in conflitto con gli ordini che aveva creato". Poi Barbero continua:"La gente lo ammira, lo segue, lui fa costruire conventi con le offerte, forma dirigenti, anche se lui non voleva comandare. Il Papa dell’epoca gli chiede se tra i suoi ha persone che sarebbero in grado di fare il vescovo, Francesco si oppone. Oggi esiste più di allora lo spirito Francescano. La chiesa, secondo il frate di Assisi, non dovrebbe essere alleata dei ricchi e di chi comanda". Il rapporto con Chiara, molto più giovane di lui:"Si incontravano di nascosto. Francesco ha sempre avuto un rapporto spirituale e di rispetto con le donne. Citava che Dio spesso ha scelto le donne per parlargli. Nel mondo di oggi un Francesco sarebbe degno di un esame psichiatrico. Eppure allora con lui le folle hanno riscoperto la semplicità della povertà". Gli abbiamo chiesto anche un parallelo con San Carlo Borromeo, dal momento che l’incontro si è svolto là dove San Carlo è nato:"Nessuna altra religione ha i Santi come noi. Tutti e due, seppur in secoli diversi, hanno predicato la povertà. Ricordiamo che anche allora i Santi li nominava il Papa".